14 settembre 2009

Sabatino Catapano sulla psichiatria

LAGER PSICHIATRICO
Mura che occultate
L´infamia contro l´umanità
Mura omertose
Mura impregnate di violenza e di terrore
Di grida e di dolore
Che siate di pietra viva o di cemento
Non ascoltate nessun lamento
Sordi ad ogni implorazione
Ad ogni preghiera
Ostinate nel vostro silenzio
Guardate indifferenti
Oltre la sofferenza


Sabatino Catapano

Aborrire la psichiatria

Settembre 2009

Erano giorni che un pensiero mi assillava, con una energia dirompente, un ricordo indelebile riaffiorava nella mente; un ricordo fatto di violenza e abusi atroci, di una sofferenza immane, emotivamente ero sconvolto, d´impulso sentii il bisogno di esternare il mio stato d´animo, presi carta e penna incominciando a mettere nero su bianco per descrivere il calvario che dovetti subire nei due periodi di internamento nel manicomio giudiziario di Aversa.
Nonostante siano passati tanti anni, come allora, sento le carni straziate dalla brutalità sadica e disumana dei secondini.
Immerso in quei ricordi, provo ancora odio contro gli aguzzini massacratori, specializzati nelle torture per l´annientamento psico-fisico di chi cade nelle loro grinfie.
La rabbia per quel trattamento è incommisurabile, dovetti subirlo in assoluto silenzio per non scatenare la reazione delle orde carcerarie, ingoiai bocconi amari per non aggravare la mia posizione di impotenza totale.
Avevo appena finito di descrivere questo triste ricordo quando sentii lo squillo del telefono che mi distoglieva dai miei pensieri riportandomi nella cruda e spietata realtà del presente fatta ancora di divieti, di controllo, di persecuzioni, di annientamento, di assassinio.
La voce della compagna nell´informarmi fu laconica, il compagno Francesco Mastrogiovanni era morto, assassinato dalla pratica psichiatrica con il famigerato (T.S.O.) trattamento sanitario obbligatorio, un ennesimo omicidio perpetrato con inaudita ferocia contro una persona inerme, indifesa. Francesco con la sua bontà, la sua dolcezza, ero un maestro elementare ammirato dai suoi alunni, ma nella mente perversa di chi è preposto all'ordine costituito, bramoso di espletare il ruolo del carnefice decide il sequestro con aberrante cattiveria.
Qui non voglio parlare del T.S.O., come previsto dalla legge 180, la famosa legge Basaglia che stabilisce il metodo d´intervento nell´applicare il trattamento: di fatto il tso è un abuso violento contro la persona, molto peggio del sequestro criminale finalizzato al ricatto.
Per esperienza diretta posso affermare che tutto quello che gravita nell´orbita della pseudoscienza psichiatrica è ABUSO, una pratica d´abolire, adesso e subito per porre fine alla carneficina dei dissidenti, dei ribelli, di chi esprime una sofferenza o un disagio socio- psicologico; la psichiatria è uno strumento di potere che annulla qualsiasi diritto alla persona negandogli anche le relazioni affettive, nel caso di Francesco, per quattro giorni ai familiari sono state proibite le visite, il boia non voleva essere disturbato; prima di essere immobilizzato dalla canea accorsa numerosa, rivolgendosi alla signora che gestisce il campeggio dove era in vacanza disse le testuali parole: “se mi portano all´ospedale di Vallo della Lucania, non ne esco vivo”, infatti così e stato. La sua morte come tutte le altre sono crimini contro l´umanità. La psichiatria si regge sul giudizio ed il pregiudizio pertanto non è solo un problema politico-sociale la sua linfa vitale e culturale, e questo è un aspetto determinante che bisogna debellare.
Francesco non è un caso unico, prima di lui decine di individui hanno pagato con la vita il loro dissenso, la loro sofferenza, spetta a noi impedire che altre persone vengono ammazzate in nome della tranquillità e della sicurezza.
Spetta a noi fare un grosso lavoro di controinformazione e di lotte contro questa pratica aberrante, e nostro compito di uomini liberi di impedire che qualsiasi forma di rivolta venga sottoposta alla pratica psichiatrica, coercitiva, farmacologica.
Se noi sentiamo il vero valore della vita, dobbiamo toglierci il bavaglio per gridare forte la nostra rabbia, il nostro dolore.
A questa notizia sbiancai, la mia storia impallidì rispetto a quella morte, mi resi conto della urgente necessità di continuare il percorso di lotte e di informazione per debellare il sistema di potere che ci attanaglia e ci imprigiona.
UN ABBRACCIO IDEALE al compagno FRANCESCO.

Sabatino Catapano (http://www.nopazzia.it/sabatino.html

http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o3531

http://www.archive.org/details/SabatinoCatapanoPsichiatria)

http://filiarmonici.wordpress.com/2009/09/13/da-sabatino-catapano/

0 commenti:

Posta un commento