26 dicembre 2009

Una proposta originale e brillante di TSO: Trattamento dei Sanitari Obbligatorio

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La Legge 180/833 prevede il TSO, il Trattamento Sanitario Obbligatorio in psichiatria. Si è tanto parlato sul modificare la Legge 180/833 e tanto è stato detto e scritto sul TSO (Fra le tante, 20 pagine in Liquida). Ora, io che conosco bene le sofferenze e la devastazione che comporta il subire un TSO, lancio la mia proposta di TSO. In psichiatria, non si deve cambiare il metodo, l’approccio, ma si deve cambiare mentalità, si devono cioè cambiare le persone perché quelle esistenti non vanno per niente bene, e questo lo si è capito. Si deve impedire in ogni modo e a tutti i costi che determinate persone mettano le loro manacce sugli Esseri Umani, radiarle immediatamente, definitivamente e senza remissione dei peccati - perché il lupo perde il pelo ma non il vizio. Gli psichiatri e le psichiatre li si deve coattivamente obbligare (col Trattamento dei Sanitari Obbligatorio) a fare i lavapiatti, a scopare le strade, a fare i lustrascarpe, a pelare patate e a pulire i gabinetti - perché queste sono le cose buone per loro. E ci dovrà essere un ferreo e spietato controllo su queste loro naturali mansioni, per evitare, considerando che gli piace così tanto rompere, che non rompano piatti, strade, spazzole, pelapatate, sanitari e piastrelle. Trattamento dei Sanitari Obbligatorio dunque. Gli psichiatri sono sanitari (da sanitario), e sanitari sono anche il wc e il bidet. Insomma, dei percorsi alternativi di TSO. Trattamento dei Sanitari Obbligatorio, che raggiunge l'apice quando i Sanitari puliscono i sanitari: Trattamento dei Sanitari Obbligatorio completo e senza pecca!

Natale Adornetto


24 dicembre 2009

Auguri di Nascita e Rinascita alle persone psichiatrizzate

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Il Natale è la ricorrenza della nascita di Gesù. Natale, come sapete, significa Nascita. In questo senso lo intendo il Natale, come Nascita di qualcosa di Nuovo, Nuovo che subentra al già esistente. Quindi, che sia Nascita per tutte le persone, specie per quelle uccise nell'anima dalla psichiatria. Che sia Nascita, e Rinascita dalle polveri in cui sono state ridotte. Nascita, Nuovo, e che dunque scompaia la psichiatria dalla faccia della terra. Auspico che ciò avvenga, e che avvenga il prima possibile, perché la morte della psichiatria è la condizione prima, unica e indispensabile della Nascita e della Rinascita di tantissime persone.

LIBERIAMOCI DALLA PSICHIATRIA

Quando non c'è la psichiatria,
sboccia di continuo l'anima mia.
La psichiatria ha creato il peggiore girone infernale,
ed è vista come benefica per un abbaglio madornale.
Se la psichiatria finisse nelle mostre,
si libererebbero le ali nostre,
e risboccerebbero le speranze nostre.
La psichiatria è solo qualcosa di criminale
che innalza l'aguzzino torvo e bestiale.
Se alla psichiatria togliamo il rostro,
lo spirito e il corpo ridiventerebbe nostro.
Se la psichiatria finisse al cimitero,
sarebbe un lustro per il mondo intero.
Se abbattiamo la psichiatria, che è un mostro,
si rinfrescherebbe e risplenderebbe il cogito nostro.
Psichiatria, il dì che si farà il tuo funerale,
ci sarà anche per noi il Natale,
e una volta scomparso tutto il tuo male
e tutto ciò che rendi fatale,
sarà veramente un buon Natale,
da festeggiare in maniera regale
per un motivo sacrosanto e reale,
un motivo legittimo e vitale:
il rinfrancarsi dallo stato larvale.

Questo un url contenente la raffigurazione di un presepe.
Buon Natale; buona Nascita e Rinascita, e che un giorno ci sia finalmente un felice anno per le persone psichiatrizzate.
Natale Adornetto




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N.B. L'articolo e la poesia sono copyleft ma tutti i diritti sono riservati e la proprietà letteraria rimane mia. Chiunque può utilizzare il contenuto del presente post; chiedo solo che si citi la fonte (autore e link).

14 dicembre 2009

I Senza Ragione








I Senza Ragione. Chi sono i Senza Ragione? Forse non è difficile intuirlo. Senza Ragione è un documentario antipsichiatrico di Mauro Massafra, che lo ha presentato per la prima volta nel dicembre del 2007. "Attraversando la storia della psichiatria, questo documentario si propone di mettere in discussione non solo le sue tecniche, ma il suo stesso fondamento scientifico. Attraverso le testimonianze di chi direttamente ha vissuto una storia psichiatrica si cerca di ricostruire il percorso che ha trasformato questa "falsa scienza" da tecnica di controllo sociale a branca della medicina".

Mi sono sempre sentito molto coinvolto in Senza Ragione, e per più motivi. Perché nel documentario hanno trovato un piccolo spazio dei brani tratti da una mia intervista. Perché sono incappato nelle torve e cruente spire della psichiatria. Perché i temi trattati in Senza Ragione sono indubbiamente importanti e fondamentali. Perché sono impegnato nella campagna di denuncia dei crimini contro l'umanità perpetrati a piene mani dalla psichiatria. E negli ultimi mesi, il mio impegno è divenuto ancor più forte e più grande, anche per la brutta e oscura vicenda occorsa a Francesco Mastrogiovanni.

Tante cose si sono intersecate e continuano ad intersecarsi, a connettersi. Gli orrori della psichiatria, gli anarchici, ecc. Ed altro ancora. E per ultimo, ma non certo l'unico, questo articolo di Doriana Goracci. Decido quindi di scrivere qualcosa "rispolverando" il "vecchio" Senza Ragione. E nel farlo, gli "incontri" e le piacevoli sorprese non sono mancate. Non si tratta soltanto del fatto che Senza Ragione in internet si trova da tante parti (anche in siti con diciture spagnole, tedesche e giapponesi). Una piccola soddisfazione, specie per Mauro è l'aver visto il documentario Senza Ragione elencato, e quindi accomunato, ad altri film e documentari piuttosto "tosti". Perché parlo di "piccola" soddisfazione? Perché anche se non sono né l'ideatore né l'autore di Senza Ragione, un certo genere di idee e un certo genere di lotta lì descritta, sono mie (nel senso che penso e faccio pure io determinate cose). È una piccola soddisfazione e fa piacere vedere che ci sono persone che hanno capito qual è la vera natura della psichiatria e perché la si contrasta. Di psichiatria si muore, così come si muore in carcere. La psichiatria massacra, così come si viene massacrati in carcere. E in queste cornici, come in altre, le persone più prese di mira sono gli anarchici. (almeno penso che possa essere così per lui),

Anarchici è un termine "brutto" - perché rimpinzato fino all'inverosimile di caratteristiche negative. Appena si sente dire anarchico, c'è una sorta di "al lupo, al lupo!", la gente ci associa bombe, terrorismo, insurrezione, violenze e quant'altro ancora (aspettare il caricamento, così che la pagina si posizioni al giusto articolo). E allora un vero piacere aver trovato nella pagina con l'elenco, anche un documentario di Antonio Morabito, ed è stato piacevole leggere le informazioni contenute nella pagina di youtube ed ascoltare le voci degli intervistati, in particolare della persona che dice "Come si fa a non essere anarchici?" (N.B. Per queste parole, rimando alle informazioni contenute nella pagina di youtube che dopo segnalerò).

Come ho detto prima, ci sono tanti motivi che mi spingono nello scrivere queste parole, e uno di questi proviene dal fitto scambio di e-mail che ci sono state qualche ora fa fra i membri del Comitato per Franco. Qui, anche per ragioni di correttezza e di riserbo, non parlo del contenuto degli scambi. Difatti, ciò che conta è l'impulso a scrivere che è scaturito da questi scambi e che si è aggiunto agli altri impulsi, alle altre motivazioni, alle altre Ragioni. Ieri c'è stata l'aggressione a Berlusconi. Berlusconi non mi piace, ma condanno il gesto verso la sua persona. Quello che però mi ha dato una grande irritazione, è l'aver puntato l'indice da parte dei media sul fatto che l'aggressore sia in "cura" da una psichiatra. Dà grande fastidio e grande irritazione perché il solito basso, nonché squallido, gioco dei media è sempre lo stesso. Nel caso specifico, da un lato che solo un "pazzo" può fare una cosa del genere, e dall'altro lato che chi è "pazzo" fa ciò, che i "pazzi" sono tutti violenti e pericolosi. Notizia tambureggiata a gran voce. E così per gli psichiatrizzati si aggiunge danno su danno, si continua a credere che siano chissà cosa, come si crede che siano chissà cosa gli anarchici. È un fattore di commisurazione. Sì, chi dà un pugno in faccia ad un altro, è violento (e attenzione, parlo in generale). La definizione di chi fa peggio, di chi lega una persona per giorni in un letto, di chi riduce una persona in modo così malconcio da non potersi alzare per mesi dal letto, non è per niente necessaria darla, viene da sé. Sì, è vero, chi dà un pugno è violento e pazzo, quindi figuratevi cosa siete "voi" che fate molto ma molto peggio: non bastano i termini carnefici ed aguzzini messi assieme. Eppur li chiamano "terapeuti"...

Giuni Russo canta che non c'è ragione senza ragione. Certo, è così. E a noi psichiatrizzati non danno mai ragione. Ma non perché non abbiamo ragione. Non ci danno ragione proprio perché abbiamo ragione. E c'è pure un'altra cosa molto più interessante. Non c'è ragione senza ragione, ma noi psichiatrizzati non siamo senza ragione. Senza Ragione non siamo noi. Il titolo del documentario è Senza Ragione, ma questo non va inteso nel senso che le vittime della psichiatria sono Senza Ragione, che non gli danno ragione, che non hanno ragione ma torto. Senza Ragione è ciò che fa la psichiatria, senza ragione sono gli psichiatri. Il titolo completo del documentario è "Senza Ragione - Documenti di follia". Senza Ragione, senza senso, è ciò che fa la psichiatria, e le follie documentate e narrate, sono le follie della psichiatria, follie che ancor oggi psichiatri e psichiatre mettono in atto. Sono Senza Ragione, invece di ragionare, sragionano, il loro pensare e il loro operato è frutto di sragionamento. Se mi sbaglio sul senso del titolo, soltanto Mauro, persona amica con cui vi è una stima reciproca, può smentirmi. Però nessuno mi può smentire sul fatto che ciò che ha fatto e fa la psichiatria è senza ragione e intriso di follia sanguinaria.

Senza ragione - Giuni Russo

Sembra che pianga questa pioggia o dolce rumore
Si scioglie il mondo dietro i vetri un grigio stupore
Io piango senza una ragione cosa faccio qui
Cosa non va senza ragione
Senza né odio né dolore piango dentro il cuore
Cosa non va senza ragione
Non c’è ragione senza ragione
Non c’è ragione
Il canto della pioggia per il cuore appeso al vuoto
Guardo un libro di Verlaine dai sentimenti neri
Ma che cos’è questo languore male all’anima
Cosa non va senza ragione
Senza né odio né amore piango dentro il cuore
Cosa non va senza ragione
Non c’è ragione senza ragione

Di seguito: 1) Trailer del documentario "Senza Ragione - Documenti di follia"; 2) La prima parte del documentario "Non son l'un per cento" di Antonio Morabito (alla playlist si accede cliccando sull'apposita voce sul video); 3) Il link (c'è su, ma lo riporto di nuovo) ove visionare tutto il documentario "Senza Ragione - Documenti di follia".

Non son l'un per cento

Documentario "Senza Ragione - Documenti di follia"

07 dicembre 2009

Comunicato sul sit-in per la morte di Francesco Mastrogiovanni

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Lo scorso 4 dicembre, si è svolto a Vallo della Lucania un sit-in davanti al Palazzo di Giustizia per la morte di Francesco Mastrogiovanni, chiamato dai suoi alunni "il Maestro più alto del mondo".
Trascrivo di seguito (i corsivi e i grassetti delle parole o frasi, li ho messi io, così come i link) il comunicato redatto da Giuseppe Tarallo. Poi, ci saranno: 1) un video con un servizio sul sit-in, ove vi sono le interviste fatte a Giuseppe Tarallo e a Caterina Mastrogiovanni, la sorella di Francesco; 2)
alcune considerazioni di Fiore, una donna che fa parte del Comitato verità e giustizia per Franco, considerazioni inerenti il comunicato di Giuseppe Tarallo; 3) delle mie considerazioni, specifiche e generali; 4) l'intervista fatta a Sabatino Catapano durante il sit-in.

"Carissimi,

ieri abbiamo fatto il sit-in davanti al tribunale di Vallo della Lucania, e la questione di Franco Mastrogiovanni è per un momento uscita dai blog, dai giornali e si è materializzata con una significativa manifestazione, civilissima e determinata: abbiamo visto passare avvocati e imputati ma anche tanta gente che ha chiesto, ha voluto sapere, ci ha incitato. E da quel luogo, con i nostri volti, le nostre parole attraverso le tv locali e sud sostenibile, abbiamo riproposto l'attenzione su questa morte che qualcuno vuole far dimenticare e noi vogliamo ricordare a vergogna di chi la ha causata e la ha procurata: vogliamo giustizia e verità! Noi siamo tra quelli che non si rassegnano a che queste cose accadano e che si possano ripetere ancora e a danno di altre persone. Attraverso le tv locali siamo entrati nelle case col volto e la voce di Caterina che, dolente e commossa, ricordava il fratello e chiedeva giustizia con le frasi che le si spezzavano in gola per una morte ingiusta che ha sottratto a lei e alla famiglia una persona bella e fragile e proprio per questo ancora più cara. Caterina, sorella di Franco, che facendo forza su se stessa ha voluto rompere la barriera del dolore che ancora attanaglia la famiglia e da cui sarà difficile disgiungersi - l'anziana madre è in clinica e non riesce a riprendersi - parlando in prima persona ha voluto confermare la richiesta di giustizia per questa morte che lei ha definito un assassinio. La famiglia di Franco ha già peraltro smentito attraverso una rivista locale e una apposita querela che abbia mai chiesto o sollecitato il TSO, come sostenuto dal sindaco di Pollica, Angelo Vassallo. Lo stesso Comitato che intende costituirsi a fianco della famiglia - lo sta verificando attraverso la disponibilità di un'associazione che è titolata a farlo - ha già contattato l'avv. Elena Coccia, storica protagonista di tante battaglie civili, per porre l'attenzione oltre che sulla morte nel reparto psichiatrico, anche sul TSO e le sue modalità di esecuzione. Io personalmente continuo a considerare questo ricovero coatto come ingiusto e illegittimo per la sua arbitrarietà e l'inconsistenza delle motivazioni, da ricercarsi nel pregiudizio che si nutriva verso la persona. Chi non ricorda come il Sindaco Vassallo nelle sue varie interviste ha pre-giudicato Franco: incapace di intendere e volere, d'estate ne combinava di tutti i colori, è meglio non parlare di ciò che combinava, poteva essere pericoloso, etc.? Eppure anche se il sindaco ha affermato che era da giorni che Franco era tenuto sotto controllo ( si dice che sia stato già inseguito nei giorni precedenti, una volta fino ad Agnone, dai CC), il comandante dei vigili ha dichiarato che quella mattina, quando ha chiamato in comune, gli sarebbe stato detto che era stato già soggetto al TSO, per cui di sua iniziativa chiamò il 118. E allora chi teneva sotto controllo Franco se il comandante dei VVUU lo viene a sapere solo quella mattina? Così come rimane inspiegabile perché il TSO viene eseguito in un altro comune, perché viene 'obbligato' a un ricovero ospedaliero visto il suo comportamento collaborativo - si fa sedare e gli consentono di farsi una doccia e bere un caffè (!) - e perché viene portato a Vallo nonostante il suo timore, rivelatosi ahimè fondato, di essere portato in quel reparto. Che non ci fossero gli estremi per un ricovero ospedaliero lo ha rilevato anche autorevolmente uno psichiatra che è intervenuto in quei giorni su 'Il Mattino' di Salerno. Il TSO eseguito per motivi di ordine pubblico o sociale o per incapacità di intendere e volere contrasta con le linee guida dettate dalla conferenza Stato-Regioni e recepite dalla regione Campania proprio nei giorni seguenti la morte di Franco. Il Comitato ritiene altrettanto importante sanzionare un uso disinvolto ed arbitrario di uno strumento già di per sé molto delicato come il TSO su cui giustamente è da tempo avviata una discussione. Tutti i casi come quello di Franco reclamano un passo in avanti sia nella pratica psichiatrica che nell'emissione ed esecuzione del TSO. Per questo abbiamo scritto sullo striscione, dopo la richiesta di verità e giustizia per Franco, "E MAI PIU'!". La morte di Franco e di tanti altri sventurati solo così potrà non essere vana e dimenticata. Voglio anche dire infine che dietro la nostra determinazione e in questo sit-in davanti al tribunale, a fianco a noi c'era e c'è la vostra preziosa presenza così come il vostro impegno di cui vi siamo profondamente grati. Un caro saluto a tutti voi e avanti insieme in questa comune battaglia di civiltà per rendere giustizia ai nostri morti e migliorare e liberare il futuro". - Giuseppe Tarallo


"Di certo, il fatto che la notizia non abbia avuto grande supporto mediatico non impulsa più profondamente il lavoro della magistratura, in termini di tempo, né sollecita ulteriori adesioni al Comitato. Resta a farla da padrone una logica localistica (quanto voluta da chi ritiene indispensabile separare in "casi singoli" una pratica di stato generalizzata, è domanda obbligatoria...), ed una grande difficoltà a chiarire come e quanto le autorità istituzionali abbiano legato intrinsecamente il concetto di "malattia mentale" al concetto di "controllo", individuale e di massa. Lentamente, il Comitato sta cercando di fare breccia nel muro di silenzio eretto intorno alla vicenda di Franco; ne ha parlato in Tv Ascanio Celestini, "coincidenze contro orrori", ma non basta a "legare" tra loro le morti di stato dei tanti Aldrovandi, Cucchi, gli ultimi nomi segnalati recentemente, e l'elenco è troppo tristemente lungo... Diffondiamo". - Fiore


Sì, diffondiamo, e facciamolo tutt*, e non solo per Francesco, e non solo per le persone morte per colpa della psichiatria. Facciamolo anche per tutte le persone che, a centinaia di migliaia, sono vittime indifese delle barbare, inumane, cruente e torve pratiche della psichiatria. Perché non è che se una persona non muore fisicamente, non ci fa niente, non è che ci deve scappare il morto. Visto che questo articolo è per Francesco Mastrogiovanni, prendiamo il suo caso come esempio. Lui, Franco, è morto. Ma se ciò non fosse avvenuto, tutto ciò che hanno perpetrato ai suoi danni, andava "bene", l'essere legato al letto per 4 giorni senza acqua sarebbe stato "terapeutico"? Il punto è che decine e centinaia di migliaia di persone ricevono trattamenti similari, decine e centinaia di migliaia di persone vengono danneggiate gravemente dagli psicofarmaci e dagli altri interventi psichiatrici, E CIÒ NON VA PER NIENTE BENE, NON VA ASSOLUTAMENTE. TUTTO QUESTO DEVE FINIRE.

Natale Adornetto - Membro del Comitato verità e giustizia per Franco