22 gennaio 2010

Caso Francesco Mastrogiovanni: il GIP accoglie le richieste del PM


Il maestro Francesco Mastrogiovanni


"IL GIP - DOTT. MARRONE - DEL TRIBUNALE DI VALLO DELLA LUCANIA, HA ACCOLTO LA RICHIESTA DI MISURA CAUTELARE DEL PM - DOTT. ROTONDO. E' STATA DISPOSTA L'INTERDIZIONE DALLA PROFESSIONE SANITARIA DI QUASI TUTTI GLI INDAGATI PER LA MORTE DI FRANCESCO MASTROGIOVANNI (6 MEDICI - COMPRESO IL PRIMARIO DI GENIO - E 8 INFERMIERI). PERTANTO, ANCHE PER IL GIP - DOTT. MARRONE - I FATTI VERIFICATISI E CHE HANNO CAUSATO LA MORTE DI FRANCESCO SONO DI UNA GRAVITÀ TALE DA GIUSTIFICARE LA MISURA CAUTELARE DISPOSTA. E ADESSO SI FACCIA AL PIÙ PRESO IL PROCESSO AFFINCHÉ FRANCESCO OTTENGA DEFINITIVAMENTE GIUSTIZIA!!!! VINCENZO SERRA (COGNATO DI FRANCESCO E COMPONENTE COMITATO)".

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Finalmente una buona notizia, che fa ben sperare:

Morte Mastrogiovanni, interdetti 6 medici e 8 infermieri a Vallo della Lucania.
A parte segnalare che di questa notizia si trova traccia solo in pochi siti e blog (tra cui quello dell'AIPSI, il che significa che i colleghi dell'oste sarebbero pronti a giurare che il suo vino era buono...), preciso che si tratta, per il momento, di ordinanza di misura cautelare interdittiva per 2 mesi, quindi ancora nulla di definitivo.
Ciò nondimeno, se si pensa dentro a quale botte di ferro si trova il personale sanitario in merito alle tante responsabilità, questo pare un iniziale passo in avanti nell'accertamento della verità.
Leggiamo anche che tra le accuse c'è quella del sequestro di persona, il che, oltre alla contenzione arbitraria, lascia sperare che ci siano i presupposti per estendere gli atti accusatori e le responsabilità anche a chi ha emesso ed eseguito il TSO.
In ogni caso, per il Comitato Verità e Giustizia per Franco è una prima, piccola vittoria. Da NON prendere come un "contentino".

Aggiorno con altri link:
Muore in reparto psichiatria - Interdetti medici e infermieri.

Morte di Mastrogiovanni Francesco - Notificate 14 ordinanze d'interdizione dalla professione medica e di infermiere.

E ancora: diversi componenti del comitato "verità e giustizia per Franco", come l'ex presidente del Parco Giuseppe Tarallo, parlano di un sequestro di persona, riferendosi alle modalità di esecuzione del Tso, al modo con cui Mastrogiovanni fu braccato, sedato e portato in ospedale.

Ed ora, andiamo avanti.

N.B. Post di una persona facente parte del Comitato per Francesco
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Il sito riguardante Francesco Mastrogiovanni è Giustizia per Franco
Ci tengo a dire che io, Natale Adornetto, faccio parte del Comitato verità e giustizia per Francesco Mastrogiovanni (Franco).

Sotto riporto da un sito una notizia del mese scorso riguardante Francesco Mastrogiovanni, il Maestro più alto del mondo, come lo chiamavano i suoi alunni.
Che ciò che è accaduto a Franco, non si ripeta mai più. Che ciò che si vede nelle foto, non accada più a nessuno.

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Polsi e caviglie di Francesco Mastrogiovanni

Prendo quest’articolo da “Il Mattino” di oggi.

La verità sulla morte di Francesco Mastrogiovanni, maestro di una scuola di un comune del cilento, morto dopo un TSO e quasi 4 giorni di agonia su un letto di contenzione, sembra venire fuori. I segni sul suo corpo sono chiari.

Polsi e caviglie sfregiati. Segni di ferite profonde anche quattro centimetri. La testimonianza di un calvario. Lo strazio prima della fine. È quel che resta di Francesco Mastrogiovanni, maestro elementare di Castelnuovo Cilento, 58 anni, morto il 4 agosto all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania.
Dopo tre giorni e mezzo di ricovero. In trattamento sanitario obbligatorio. Ottanta ore legato mani e piedi ad un letto di contenzione. Senza cibo: lo alimentavano con soluzioni fisiologiche. Senza nessuno che raccogliesse la sua disperata voglia di libertà. Lui ha tentato di strapparsi quelle funi che lo inchiodavano al letto della follia. Così si è procurato le lesioni. Prima di morire per un edema polmonare acuto. Le immagini del corpo segnato del ”maestro più alto del mondo” – così lo chiamavano gli alunni cilentani in omaggio al suo metro e novanta di statura – sono le foto scattate al momento dell’autopsia. Un album dell’orrore a corredo della consulenza medico-legale chiesta dalla Procura di Vallo. Che indaga sulla fine di Mastrogiovanni. Omicidio colposo, l’ipotesi di reato. Diciannove persone, sette medici e dodici infermieri, i destinatari dell’avviso di conclusione indagini firmato dal pm Francesco Rotondo. Sotto inchiesta l’intero reparto di psichiatria del San Luca, guidato da Michele Di Genio, sospeso a ottobre dall’incarico per volere del commissario dell’ex Asl Salerno 3. Il dubbio dei magistrati è se Mastrogiovanni sia stato trattato in ospedale come medicina – oltre che pietà – impone. «Il trattamento di contenzione è stato rispettoso dei protocolli», dicono i sanitari interrogati in settimana in Procura. «I segni marcati rinvenuti sul corpo non si spiegano con una logica medico-curativa», ribatte la famiglia attraverso i suoi legali. Per ora ci sono le foto dello scempio. Testimoni di una morte dolente. Dopo una vita tribolata. Border line. Segnata dall’accusa di un delitto politico. Negli anni settanta Francesco Mastrogiovanni, l’anarchico, fu processato per l’omicidio di Carlo Falvella, il giovane fascista ucciso a Salerno nel ’72. Venne assolto. Poi, nel ’99, un nuovo processo per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Condannato a tre anni, poi assolto in appello e pure risarcito per ingiusta detenzione. Storie che restano impresse nell’animo e nel carattere di Mastrogiovanni. Un carattere difficile. Irregolare. Eccentrico. Ma «gentile, premuroso soprattutto verso i bambini», come raccontano gli amici della sua nuova vita, quella da maestro in un borgo cilentano. Amici impegnati, oggi, a chiedere «verità per Francesco», come urlano i tatsebao issati dinanzi al Tribunale di Vallo nel giorno dei primi interrogatori dei medici indagati. Gli amici vogliono verità sul tunnel in cui Mastrogiovanni è finito. I giorni del ricovero. E prima, il trattamento sanitario obbligatorio disposto dal comune di Pollica perchè il maestro avrebbe «dato in escandescenze»

di Carla Errico Salerno

Written by baruda 14 dicembre 2009

4 commenti:

  1. dire che è vergognoso è dire poco: che accanimento, che persecuzione... chiunque abbia assistito, anche se non ha infierito materialmente su di lui, è da ritenere complice! come si fa a diventare così crudeli, ignoranti, prevenuti, condizionati e disumani... e chissà quanti vivono queste torture taciute, senza controlli!

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  2. Sì, Angie, è tutto vero quello che dici, proprio tutto. Compreso il fatto che a migliaia subiscono questi trattamenti disumani durante i quali si viene torturati e massacrati.
    Per dare un'idea di cosa comporta l'essere legati, ti riporto un passo dal mio libro.
    "Quando lo psichiatra declamato mi fece legare nel letto, io, dopo parecchie ore, ero arrivato al punto in cui mi era insopportabile la mancanza di movimento. Riuscii, dopo parecchi tentativi fatti con gli infermieri per farmi slegare, a farmi liberare una mano. Mi avevano tolto, dopo avermi legato, tutte le cose che erano potenzialmente pericolose (in particolare tolgono gli accendini), e si presero pure l’accendino. Io però ne avevo due di accendini, per cui loro dopo aver trovato il primo, pensarono che non ne avessi un altro, mentre io l’avevo nella tasca dei pantaloni. La notte dunque, quando tutti dormivano, con l’accendino bruciai a poco a poco lo stretto bracciale di corda e di plastica (stretto attorno al braccio ma largo sette-otto centimetri) che avevo al polso. Però per poter far ciò ho dovuto bruciarmi anche la carne che era cinta dalla corda. Sentivo un dolore acutissimo, insopportabile, indicibile, ma andavo avanti perché fra il bruciarmi la carne e l’essere legato ho scelto il male minore, e alla fine mi sono liberato".
    Leggi infine questa lettera

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  3. "...non risolve nessun problema, anzi ne crea altri di più gravi...": non solo dal punto di vista legale, vedi Giuseppe Casu e altri non denunciati perchè magari non ci sono familiari!
    anche in questo si sta tornando indietro... e che dire dell'elettroshock?
    ma il tuo libro si trova in vendita?
    grazie. un abbraccio.

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  4. Il punto è che questi sono interventi punitivi, interventi sadico/dominanti, e hanno un bel dire che sono "terapeutici".
    Conosco la vicenda di Giuseppe Casu. Così come ne conosco altre. Ad esempio, leggi cosa hanno fatto alla signora Renata Laghi
    Il mio libro non è più in vendita. Il contratto è scaduto lo scorso dicembre. Già era difficile trovarlo prima (in circa 30 librerie in tutta Italia) quindi figurarsi ora. Io però ne ho delle copie. Se t'interessa, potrei vendertelo io. Nel caso, fammi sapere tramite e-mail alla mia casella di posta.
    Un abbraccio anche a te.

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