26 gennaio 2010

Paziente si uccide nel reparto di psichiatria

Paziente si uccide nel reparto di psichiatria

UN PAZIENTE del reparto di Psichiatria del Galliera ieri nel primo pomeriggio si è suicidato impiccandosi con le stringhe delle scarpe al tubo della doccia. L' uomo, 49 anni, di Modena, si era fatto ricoverare volontariamente tre giorni fa. «Non c' era nulla che potesse far pensare a questo gesto - spiega Luigi Ferrannini, direttore della salute mentale dell' Asl - . Il paziente era reattivo e stavamo studiando il suo caso. Nella la sua storia clinica non risultano altri ricoveri». L' ospedale ha informato l' autorità giudiziaria e il magistrato di turno ha disposto la restituzione della salma alla famiglia, decidendo che non era necessario l' esame autoptico. La tragedia si è consumato poco dopo le due, «al termine del giro dei medici», aggiunge il primario. L' uomo precedentemente aveva chiesto il ricovero all' ospedale di Sestri, ma per mancanza di posti era stato "dirottato" sul Galliera. Da tre giorni, quindi, era in psichiatria, struttura gestita dall' Asl 3. Appena è rimasto solo si è chiuso in bagno e si è tolto la vita. A scoprire quel che era accaduto è stata un' infermiera. «I medici hanno chiamato subito un rianimatore - continua Luigi Ferrannini - , ma purtroppo ormai era troppo tardi». La direzione sanitaria ha avvertito i carabinieri. Sul posto sono intervenuti i militari della stazione di Carignano, che hanno condotto tutti gli accertamenti del caso escludendo qualsiasi responsabilità. È stata informata la magistratura, che dopo poche ore ha disposto la rimozione della salma e ha dato il nulla osta per i funerali. Una tragedia che si poteva evitare? «I pazienti sono sotto il controllo del personale, ma all'interno della struttura sono liberi di muoversi. Ripeto, non c' era nulla che potesse far pensare a un gesto simile», conclude il primario.

Da Repubblica.it

2 commenti:

  1. "non c' era nulla che potesse far pensare a un gesto simile":

    ma secondo te, perchè una persona chiede volontariamente di essere ricoverata (e perchè nell'ospedale di Sestri, se era di Modena)? se non per una richiesta di aiuto!

    potrebbero avere influito farmaci sbagliati, seppure in un lasso di tempo così ridotto (tre giorni)?

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  2. La richiesta d'aiuto. È questa la fregatura. Le persone credono di trovare aiuto, ma poi è ben altro che ciò che trovano.

    Sul fatto che i farmaci potrebbero aver influito, dico che ciò è probabile, anche se è un'ipotesi remota.
    Comunque, non mi sento di essere "piccino" (parlo personalmente). Verrebbe facile, come fanno certuni, strumentalizzare la cosa scaricando la colpa sugli psicofarmaci. Nel caso specifico, non si sa niente della persona, da quanto tempo prendeva psicofarmaci e da quanto tempo li prendeva.
    Sì, gli psicofarmaci creano depressione, psicosi, allucinazioni, ecc., e anche pensieri suicidi, ma ciò va valutato caso per caso.

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