28 dicembre 2010

Omaggio a Carlo Sabattini, il contadino ecologista dissidente che venne rinchiuso nel manicomio giudiziario


"E se in una città come Modena si è riusciti a mandare in manicomio criminale un cittadino dichiarando il falso, e se coloro che hanno partecipato alla congiura riescono a farla franca, vuol dire che un domani qualsiasi cittadino che protesti o denunci dei soprusi può aspettarsi di finire in manicomio".
(I pregiudizi e la conoscenza critica alla psichiatria, di Giorgio Antonucci - Il caso Sabattini)
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Ho saputo della vicenda di Carlo Sabattini 4 anni fa circa, poco dopo aver iniziato la mia "avventura" su internet. Sono rimasto molto toccato dalla sua storia, e, per tanti motivi, mi sono sentito coinvolto.
Carlo Sabattini era un libero cittadino che si batteva tenacemente per la salvaguardia del territorio ove viveva. A causa di ciò, venne rinchiuso nel manicomio giudiziario di Castiglione delle Stiviere. Non ripercorrerò però ciò che gli è successo. Riguardo a ciò, rimando ai link giù segnalati.

Mi sovvengono in mente migliaia di pensieri, di ricordi, di immagini, di riflessioni tante volte fatte. Mi chiedo cosa significa libertà, giustizia, quali ne siano i "confini", le possibilità, i limiti.
Quello di Sabattini, come avrete modo di leggere, è un caso emblematico. Ma di certo non l'unico, anche se uno dei più clamorosi.
Fa vedere in maniera molto chiara quale sia uno dei compiti principali della psichiatria, il Moloch che ha divorato e distrutto le vite di milioni di persone e che ha tolto dalla circolazione e messo fuori gioco anche Carlo Sabattini.

Sulle vittime della psichiatria si parla molto ma molto raramente. Ed è arduo e rarissimo riuscire a trovare notizie su internet. Di conseguenza, ogni volta che ne trovo una, provo a diffonderla il più possibile. E avendone adesso trovata una recente che parla di Sabattini, faccio questo post per ricordarlo e per diffondere la pagina trovata.

Prima di lasciarvi al link dell'articolo da poco trovato (e ad altre due pagine che già conoscevo e su cui l'autore dell'articolo fa ampio riferimento), trascrivo quello che ho trovato e diffuso il settembre dello scorso anno.
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21/09/2000 - RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: RICORDO DI CARLO SABATTINI

Lettera giunta in redazione firmata da Giuliana Galli:

Ricorre l'anniversario della scomparsa di Carlo Sabattini, cavaliere solitario, impegnato in singolari tenzoni per i diritti civili, che per tutelare la salute pubblica aveva una sua inimitabile tecnica di documentazione sul campo, facendosi sommergere da montagne di carte polverose per individuare le responsabilità in misfatto d'autore!

Lottando per un ripristino delle petrarchesche chiare, freschi, dolci acque al posto delle mefitiche cloache a cielo aperto, i liquami versati nei canali del modenese, zoccolo duro di militanti di sicura fede ortodossa.

E ancora si batteva contro l'inquinamento selvaggio dei coloranti delle maglierie di Carpi e delle scorie dei fanghi tossici delle ceramiche di Sassuolo.
Per salvare i pozzi artesiani e una rete di canali ora melmosi rivoli, soffocati da sterpaglia e adibiti a discariche abusive.

Sabattini si batteva contro la speculazione edilizia, le opportune deroghe a piani regolatori ideati da uno sparuto gruppo di happy few.

Questo cavaliere, moderno Parsifal senza macchia e senza paura, più che radicale o verde era anarchico. Non accettava strategie comuni, agiva solo, questo era il suo tallone d'achille di fronte agli squadroni d'energumeni dei servizi d'ordine che affrontavano coraggiosamente il nemico del popolom sovversivo, da sopraffare ricorrendo alle vie di fatto.

Prima la sua tenda smantellata, poi la diffamazione, come si usava nei gulag di Solgenitzin.

Con Sabattini dissidente e resistente ad oltranza a imboccare la diritta via di partito, si ricorre a qualche metodo di correzione a base di pestaggi e perché no l'internamento al manicomio criminale di Castiglione delle Stiviere.

Dopo la cura ricostituente si stroncava la tempra e si soffocava la scomoda 'vox clamantis in deserto' con la catena di S. Antonio dei delatori, delle orecchie di regime. Ultimi atti di una tragedia annunciata, baruffe degenerate in pestaggi.
Poche settimane dopo Carlo si accasciava in consiglio comunale, dove giace dimenticato.

http://ilnuovo.redaweb.it/seconda.php?key=2125
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Ritengo opportuno dire un paio di cose.
Dalla lettera di Giuliana Galli, alla fine si legge "Poche settimane dopo Carlo si accasciava in consiglio comunale". Pare che Sabattini sia morto in consiglio comunale. Nell'articolo ieri trovato, l'autore scrive che Sabattini è morto in ospedale dopo aver subito un pestaggio.

L'altra cosa, è che, per quel che ne so, Giorgio Antonucci è medico e psicoanalista, e non psichiatra. Ha sì lavorato in psichiatria, anche al fianco di Franco Basaglia, ma da medico, evitando ricoveri e coercizioni e prodigandosi concretamente per lo smantellamento dei manicomi (Questa precisazione perché l'autore di "Carlo Sabattini: un morto del diritto" scrive: "Giorgio Antonucci , lo psichiatra che ha seguito il caso Sabattini". Ad ogni modo, l'importante è ciò che si fa e ciò che si è, non il titolo che si possiede).

Natale Adornetto

- Carlo Sabattini: un morto del diritto
- Il caso Sabattini illustrato da Giorgio Antonucci
- I Verdi di Modena chiedono giustizia per l'ecologo "matto" - Articolo de La Repubblica del 4 maggio 1985

http://www.undo.net/Pressrelease/foto/1237827711b.jpg

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