30 novembre 2010

Notizie sul processo Mastrogiovanni


30 novembre 2010 - ore 15,30

Stamattina, al Tribunale di Vallo della Lucania (SA), vi è stata un'udienza del processo contro medici ed infermieri imputati per il sequestro e la morte di Francesco Mastrogiovanni e per falso ideologico, processo che ha avuto inizio il 28 giugno scorso.

Il processo è stato rinviato a lunedì 6 dicembre 2010 e al successivo 14 dicembre 2010.
La dott.ssa Elisabetta Garzo, Presidente del Tribunale, ha avocato innanzi a sè il processo.
Il 6 dicembre 2010 si deciderà sull'ammissione delle costituende parti civili.
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Francesco Mastrogiovanni durante la contenzione (durata ininterrottamente per più di 80 ore) che l'ha portato alla morte


26 novembre 2010

Alessio Coppola descrive l'attività antipsichiatrica del Telefono Viola

Sotto, il video con l'audio di un'intervista fatta ad Alessio Coppola e mandata in onda il 25 novembre 2010 alle ore 10,50 su Radio 3 nella rubrica "Chiodo fisso".

Alessio Coppola è il fondatore e il presidente dell'Associazione "Telefono Viola" (anno di fondazione 1991). Il Telefono Viola è un'associazione di volontariato senza fine di lucro. Opera a favore dei diritti umani e contro le coercizioni, gli abusi e le violenze psichiatriche. Per maggiori informazioni su chi si può rivolgere al Telefono Viola e su come contattarlo, visitate il blog.

Altre pagine web del Telefono Viola:
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19 novembre 2010

La dolce favola di Mattina e Mattino, dei loro procreatori e della loro creatura


(Questa favola, anche se la pubblico qui adesso, l'ho scritta il 4 agosto 2009)
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La dolce favola di Mattina e Mattino, dei loro procreatori e della loro creatura

In un tempo lontano a noi vicino, nel Paese ove regnava il buio e l'oscurità, vivevano, fra le tante altre, due persone veramente straordinarie, umane, affabili, capaci, dotate e disponibili.
Venivano però da tutti considerate fuori di testa, malate di mente. Gli altri le additavano come persone strambe e dicevano loro in continuazione che erano matte.
Le due persone matte erano un uomo ed una donna, e da lungo tempo tutti, invece di chiamarli col loro nome, li chiamavano matto e matta ("Ehi, matto","Che si dice, matta?", Dove vai, matto?", "Come stai, matta?") tanto che oramai era divenuto questo il loro vero nome, al punto che anche loro, pur non credendosi affatto persone matte, si presentavano come matta e matto invece di usare il nome dato loro dai genitori.

Matto e Matta, dunque, che erano molto vicini ma che non si conoscevano.

Sia Matta che Matto, ebbero tantissime delusioni, e, essendo persone sensibili, soffrirono acutamente. Ciò per il comportamento e le parole altrui.
Ognuno si teneva alla larga da loro due, da Matto e da Matta, e nessuno voleva averci a che fare. Le uniche relazioni che le altre persone stabilivano con Matto e con Matta, erano le vili parole e gli insulti che indirizzavano loro e le vigliacche dicerie che sul loro conto spargevano.

Ma Matto e Matta ebbero la fortuna di trovare una Donna e un Uomo che capirono come loro due erano veramente, che ne apprezzarono e ne valorizzarono le capacità e che se ne innamorarono.

Donna e Matto e Matta e Uomo si innamorarono alla follia e si amarono come pazzi.
Dai loro amori e dal loro amarsi, nacquero un bambino ed una bambina.
La bambina nacque da Matta e Uomo e il bambino da Matto e Donna.

Donna e Uomo chiamavano anche loro il Compagno e la Compagna Matto e Matta. Però Uomo e Donna usavano i nomi affettuosamente e per onorare Matta e Matto.
Quando dunque si trattò di decidere i nomi del bambino e della bambina, sia Donna che Uomo ci tenevano tantissimo a perpetuare il nome della persona che amavano.
Ambedue, separatamente, dapprima pensarono di mettere al Frutto nato il nome, rispettivamente, di Piccola Matta e Piccolo Matto. Poi, sulla scia di questi, e visto che, in effetti, le creature erano una Matta piccolina e un Matto piccolino, optarono per i vezzeggiativi di Matta e Matto.
Matto e Matta furono felici ed orgogliosi della proposta del rispettivo partner.

La bimba venne quindi chiamata Mattina, mentre il bimbo venne chiamato Mattino.

Donna e Uomo, ma ancor più Matto e Matta, erano fermamente decisi nell'evitare a Mattina e Mattino le umiliazioni e le becere discriminazioni subite da Matto e Matta.
Spiegarono quindi loro nel corso degli anni come stavano le cose, spiegarono loro cosa porta unanimamente le persone disturbate a definire fuori di testa le persone non disturbate.
Donna, Matta, Matto e Uomo sapevano però che ciò che loro facevano, non poteva bastare, che nulla poteva bastare per evitare a Mattino e Mattina un certo destino.
Perciò, dopo aver donato loro parecchi anni di paradiso e di felicità, decisero che era giunto il momento che Mattino e Mattina andassero via per sempre dal Paese del buio e dell'oscuro.

Matta e Uomo abbracciarono Mattina, la ricoprirono accuratamente di baci e carezze per proteggerla dalle intemperie, la presero per mano e l'accompagnarono alla Collina Salta Sul Cielo. Le misero le ali alla mente, e, prima di catapultarla nel cielo, le dissero "Tu sei Mattina, sarai sempre Mattina e farai la Mattina. Fai e sii sempre Mattina, perché solamente così potrà esserci Luce e Giorno e solamente così potrai incontrare il Mattino, la tua metà".

Matto e Donna fecero la stessa cosa con Mattino.

La profezia diceva che quando il Mattino incontrerà la Mattina, dal loro incontro e dalla loro unione spunterà il giorno, che ci sarà sempre il giorno, che sarà sempre un buon giorno e che ci saranno sempre belle giornate.

Mattina e Mattino volteggiarono leggiadri per anni nei cieli sprigionando tantissima luce, ed i terrestri, che vivevano nell'oscuro e nel buio, li scambiavano per stelle comete brillanti e luccicanti.

Dopo più e più anni, durante la stagione dei soli nascenti, Mattina e Mattino si incontrarono e si guardarono negli occhi. I loro sguardi si intrecciarono insaziabili e le loro bocche si unirono in ardenti baci. I loro corpi infuocati dal desiderio si unirono poi in una appassionata ed implacabile danza sessuale ed amorosa.
Fecero l'amore per ore ed ore, in continuazione e senza sosta.
Dopo decisero di unirsi in matrixmonio, e continuarono con ardore inesauribile a fare l'amore.

Dopo qualche tempo, dal loro amarsi nacque una bambina, una bambina bellissima, di una bellezza rarissima e mai vista, di una bellezza straordinaria e luminosa.
Considerata la luminosa bellezza della bimba e i loro nomi (Mattina e Mattino), senza stare a pensarci troppo, Mattino e Mattina decisero di chiamare Aurora la loro bellissima figlia.

Chiunque avesse occhi per vedere, si accorgeva all'istante della bellezza di Aurora, della figlia di Mattino e Mattina, della nipote di Matto e Donna e di Uomo e Matta, e rendevano omaggio alla fantolina.
Quando Mattina e Mattino portavano in giro Aurora, anche i fiori più belli ne rimanevano affascinati, per cui fremevano di gioia e sprizzavano petali e olezzo da ogni dove.

Nel luogo ove c'era Aurora, spuntavano nel cielo miriadi di colorati e fulgenti fiori ondeggianti.
Conseguentemente, Aurora venne chiamata Aurora Floreale.

Questa è la dolce favola di Mattina e Mattino, dei loro procreatori e della loro creatura, questa è la nascita di Aurora Floreale, Aurora Floreale che finora solo un paio d'occhi hanno rimirato ed ammirato.

E la profezia dice che quando due persone vedranno fiori nei cieli, l'Aurora Floreale diverrà una realtà costante e benvenuta per tutte le altre persone.

Natale Adornetto

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05 novembre 2010

HO SCELTO


HO SCELTO


HO SCELTO DI CAMMINARE CON LA FANTASIA,

DI VESTIRMI DI BRINA,

DI ACCONCIARMI I CAPELLI CON LA RUGIADA,

HO SCELTO DI LEGGERE IL PROFUMO DEI FIORI

E DI ASSAGGIARE LA VOCE DEL VENTO,

HO SCELTO DI VIVERE NEL SOGNO DELLA MIA LIBERTÀ

DELLA MIA UTOPIA,

DI SORRIDERE ANCHE CON LE LACRIME AGLI OCCHI,

DI PARLARE CON LO SGUARDO,

DI SEGNALARE LA MIA PRESENZA,

CON IL PENSIERO

HO SCELTO DI SOPRAVVIVERE

ACCENDENDO LA MALINCONIA

DISTRUGGENDOMI TALVOLTA

NELL'ABISSO PROFONDO

DELLA DEPRESSIONE

RINCHIUSA

NEL LABIRINTO IMPROBABILE

DA CUI TESEO NON AVREBBE SAPUTO USCIRE

NEMMENO CON IL FILO DORATO DI ARIANNA

HO SCELTO SI SCANDALIZZARMI

PERCHÉ LO SCANDALO MI INDICAVA LA VIA

HO SCELTO DI PARLARE CON LA VOCE

DEL SILENZIO

HO SCELTO DI URLARE LA MIA GIOIA

SOLO QUANDO ESSA MI SAREBBE PARSA INFINITA.

HO SCELTO DI RIMANERE

IN UN ANGOLO AD OSSERVARE

PARTECIPANDO AL POVERO GAUDIO DEL MONDO,

ACCAREZZANDONE L’AMAREZZA ED IL DOLORE

CHE ORTICA MI PUNGEVA SULLA PELLE DELL’ANIMA.

HO SCELTO DI COGLIERE

UN RAGGIO DI SOLE

E MODELLARLO A SCALA LUMINOSA

AFFINCHÉ MI CONDUCESSE IN CIELO

FRA LE NUVOLE DORATE

AD ASSISTERE A TRAMONTI IMPAGABILI INFUOCATI

E AD ALBE IRRIPETIBILI GONFIE DI SOLI ROTONDI.

HO SCELTO DI ACCOVACCIARMI

TRA LE PIEGHE DELLA NOTTE

O DI GIACERE NELLA NUDA E FREDDA TERRA

CON IL CIELO BUIO CHE FACESSE DA COLTRE.

HO SCELTO DI INCORONARMI

CON UN DIADEMA FATTO DI STELLE FULGENTI.

HO SCELTO DI CHIAMARE SORELLA LA LUNA

E DI FARMI TINGERE CON IL SUO CANDORE IL VISO.

HO SCELTO DI CORRERE SULL’ARCOBALENO

DI FARMI SCUOTERE DALLA TEMPESTA E DALL’URAGANO,

DI SCOMPORMI E TUONARE

TUONARE FORTE

HO SCELTO DI ERUTTARE DA ME LA RABBIA .

COME FA UN VULCANO, PER LIBERARMENE

E CON LEI L’IRA , L’INVIDIA LIVIDA

L'IPOCRISIA

E TUTTO CIO’ CHE DI ORRENDO AMMANTA

LE VESTIGIA DELL’ANIMO UMANO .

QUALCUNO MI HA CHIUSO

DICENDO CHE ERO PERICOLOSA ALLA GENTE.

MI HA STRETTO LE MEMBRA IN CATENE DI FASCE INVISIBILI

MI HA COSTRETTO AD ADDORMENTARMI IN UN SONNO IRREALE

AD OCCHI APERTI SBARRATI

SMARRITA

STUPITA NON HO COLTO IL SENSO

DI QUEL CHE MI STAVANO FACENDO

E HO OFFERTO LORO LA MIA MANO

PERCHÉ LA PRENDESSERO

HO OFFERTO UN FIORE DOLCEMENTE

SORRIDENDO

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Poesia di Adriana Caviglia