22 marzo 2011

Madri piangenti


Per le madri i figli sono ancore della vita
(Sofocle - Fedra, V secolo avanti Cristo).

Sto quasi finendo di leggere il libro di Samanta Di Persio "La pena di morte italiana".
Sono stato fortemente toccato da tante cose. Qui ne voglio trascrivere una, che è quella che mi ha più profondamente toccato, turbato, commosso e fatto venire le lacrime agli occhi.
La trascrivo per 2 motivi principalmente. Uno è perché possano qui leggere altre persone le parole che riporterò. L'altro è per far sì che possa rileggerle io.
Su facebook sto partecipando all'iniziativa "Perdiamo un libro" - La pena di morte italiana, che consiste nell'acquistare il libro per poi lasciarlo da qualche parte in modo che chi lo trovi possa leggerlo.
Per cui, fra qualche giorno, finita la lettura, non avrò più il libro, perché lo "perderò". E allora, almeno quelle parole voglio tenermele, voglio rileggerle, pensando a tutte le mamme piangenti della terra.

"Ho alcune immagini ferme nella mente.
Haidi nella stanza di Carlo, lì passa tutto il suo tempo, c'è il computer dove scrive, risponde alle centinaia di mail che sono arrivate, che arrivano e che arriveranno. In quella camera è tutto come il 20 luglio 2001.
Marietta, la mamma di Riccardo, una donna di sessantanove anni, assiste all'intervista che faccio alla figlia, la vedo piangere per tutto il tempo. Lacrime di sofferenza perché erano arrivati in Italia per trovare un lavoro, per avere una vita dignitosa, ripete: "Maledico l'Italia che ha ucciso il mio Riki".
Patrizia porta alcune cose - l'asse da stiro, la macchina per fare il pane - nella stanza di Federico per poter respirare ancora ciò che resta del figlio e per sentire la sua presenza.
Ornella invece va tutti i giorni al cimitero con il sole, il vento, la pioggia e la neve, porta i fiori più belli, spolvera la lapide di Niki ed è lì che trova la forza per chiedere di riaprire il caso archiviato dalla giustizia italiana".
(La pena di morte italiana, pagina 196).

Nel novembre del 1991 ho scritto una poesia pensando a mia madre, poesia che mia madre ha conservato e che poi ho inserito nel mio libro "Vengo dalla piccola valle".
Dedico questa poesia a tutte le mamme piangenti.

Natale Adornetto

IL SORRISO DI UN ATTIMO


Quante volte ho visto

nei tuoi fragili occhi

le immagini dei tuoi sogni

ormai sbiadite dall’egoismo della vita,

ingiustamente risvegliate

da un profondo lontano suono

solo per renderti la vita

ancora più amara

e per farti appassire

sempre di più.

Non sai più neanche piangere.

Vorrei, almeno per una volta,

che i tuoi occhi

avessero un breve sorriso

che duri per l’eternità,

dolcissima mia mamma.


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2 commenti:

  1. Grazie Natale
    grazie di tutto!!!
    La poesia che hai dedicato a tua madre è bellissima.....mi ha fatto piangere!!

    Un grande abbraccio
    Ornella la mamma di Niki Aprile Gatti

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  2. Grazie anche a te, Ornella, e anche a te giunga un grande abbraccio.
    Natale

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