22 agosto 2011

Morso tuo, colpa mia

Parecchie persone fra quelle che, sia personalmente che virtualmente, conosco, sanno che sono laureato in psicologia. Però le considerazioni che qui farò, vengono fatte nelle vesti di persona, e non in veste professionale – poiché, anche se trattasi di Psicologia, non è necessario avere la laurea per parlare di determinate cose.

Ci sono 2 persone, A e B. Mettiamo che A insulti B, o lo spintoni, o gli gridi contro, o gli alzi le mani. Mettiamo pure che ci sia una terza persona, C, che vede, o gli vien detto, ciò che fa A. Cosa dice di solito (per non dire sempre) C? C chiede a B “cosa gli hai fatto che ti grida contro?”, oppure dice a B “se ti insulta vuol dire che gli hai fatto qualcosa”. Cioè, si presuppone e si dà per scontato che il comportamento e/o le parole di A siano determinate, siano una conseguenza, siano una reazione e una difesa da ciò che ha fatto B. Detto in altre parole, per i testimoni, gli spettatori e i giudicanti, non esiste che un insulto o uno spintone di A nei confronti di B non sia motivato da ciò che ha “commesso” B. Si giustifica quindi ampiamente A e lo si assolve.

Ma è lo stesso “ragionamento” che si inficia da sé. Difatti, se un comportamento o delle parole incivili di una persona nascessero come reazione a ciò che di incivile ha fatto un'altra persona, tutte le persone che usano il meccanismo mentale prima descritto dovrebbero spiegare perché presuppongono che B abbia fatto qualcosa ad A. Cioè, se B ha fatto qualcosa ad A, si vede allora, secondo il ragionamento, che A ha fatto qualcosa a B per provocarne la reazione. Detto con altre parole e meglio, perché quella di A è una reazione e la presunta e “originaria” azione di B invece non è per reazione? È sì vero che vi è chi inizia e chi reagisce, però il punto è che ciò viene sempre invertito, il punto è che le persone danno ragione all'aggressore e colpevolizzano l'aggredito. Storia vecchia quanto il mondo e che si ripete all'infinito.

E leggendo qui, prima di puntare l'indice verso ogni dove e persona, ognuno/a dia un'occhiatina a se stesso/a e si chieda se anche lui/lei non è preda dell'automatismo mentale sopra illustrato.

http://static.photaki.com/mano-con-il-dito-indice_50160.jpg

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