21 ottobre 2011

Per l'abolizione del Trattamento Sanitario Obbligatorio

Trascrivo di seguito un brevissimo opuscolo che l'Associazione "Il Cappellaio Matto" ha distribuito l'8 ottobre 2011 durante il Mad Pride svoltosi a Milano.
Penso sia opportuno dire che il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) è un provvedimento coattivo messo in atto contro la persona e la sua volontà. Le persone oggetto di questo provvedimento vengono rinchiuse nei reparti di psichiatria per 7 giorni (rinnovabili) e devono assumere, con le buone o con le cattive, psicofarmaci a iosa. Durante il TSO viene praticata la contenzione al letto, le persone vengono legate mani e piedi al letto, e questa brutalità viene addirittura definita "terapeutica". Ma terapeutico è qualcosa tesa al bene e al benessere della persona che riceve la terapia, e basta solo immaginare la persona legata al letto per capire che la contenzione non può essere terapeutica, così come non lo è la violenza del TSO.

Natale Adornetto

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(Francisco Goya - Manicomio)

PER L'ABOLIZIONE DEL TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO

Voglio semplicemente essere me

È il mio corpo
È la mia vita
E voglio determinare
Quale assistenza voglio avere per me stess@

Semplicemente parla con me
Ho la mia scelta
Non vedermi come "ammalat@"
Io stess@ voglio fare le scelte che mi riguardano

Ho dei diritti perché esisto
E voglio essere chi sono
Una pillola miracolosa non è mai stata inventata
Sto cercando una via per partire da dove sono

Problemi sociali non medici!

Contrariamente alle comuni diagnosi mediche, nei servizi per la salute mentale non esistono sintomi che possono essere trattati, come ad esempio per un'infezione.
Cioè, i comportamenti e i sentimenti hanno ragioni, funzioni, cause e intenzioni differenti.
Perciò la psichiatria non è una scienza medica e i problemi non possono essere risolti con la medicalizzazione.
La psichiatria e gli psicofarmaci possono rappresentare uno strumento solo nel caso la persona li scelga liberamente e gli effetti siano desiderabili, altrimenti altri problemi si aggiungeranno a quelli già esistenti e il modo di procedere sarà sbagliato.

I servizi per la salute mentale dovrebbero occuparsi del benessere del paziente.
Benessere è un'altra parola per dire "sentirsi contenti", "avere buone relazioni umane", e questo è personale. Così la realizzazione di sé del paziente e il suo "trovare il percorso personale per una vita felice" dovrebbe essere centrale nei servizi di salute mentale.

La maggior parte dei problemi considerati problemi mentali, implicano debolezza e incapacità di risolvere i propri problemi. Anche i pazienti considerati pericolosi stanno cercando un loro equilibrio. L'aggressività deriva spesso da una mancanza di controllo della propria vita, dalla paura, fragilità, panico, ecc. Anche "flippare" o "perdere il controllo" sono tentativi per uscire da condizioni difficili o complicate.

Coercizione significa aumentare la debolezza.
La psichiatrizzazione coercitiva è spesso amministrata con la scusa di aumentare la sicurezza, di controllare comportamenti sgraditi e pericolosi. Ma la psichiatrizzazione coercitiva spesso conduce a una maggiore debolezza, confusione e panico.

Non avere più il controllo su se stessi

La psichiatrizzazione coercitiva aumenta l'impotenza, perché l'utente psichiatrico non possiede più il controllo del proprio corpo e della propria vita, e questo rende difficile avere fiducia nei propri sentimenti e scoprire una logica in essi. Questo mette a repentaglio la facoltà di riconoscere ed interpretare i propri sentimenti e aumenta la debolezza.

Per amare se stessi...

Per essere in grado di vivere felicemente una persona dovrebbe essere in grado di amarsi. Ma se la personalità di una persona viene attaccata dalla psichiatrizzazione forzata, può essere molto difficile accettare ed amare se stessi, e questo mina il proprio benessere!
Le percezioni personali del paziente dovrebbero essere prese seriamente in considerazione. Il dialogo, la relazione umana, dovrebbero essere sempre alla base. La scelta è un diritto e riduce la debolezza.

Poter scegliere è un mio diritto.

Una vita felice e libera è un diritto per tutti. Ogni persona deve poter decidere come vuole vivere, nei limiti delle leggi generali. Tutte le persone, inclusi i pazienti psichiatrici, hanno il diritto all'autodeterminazione, alla capacità legale, all'integrità fisica e mentale e devono poter determinare per se stessi ciò in cui credono, e cosa succede nel loro corpo.

Il benessere è personale.

I servizi di salute mentale dovrebbero focalizzarsi sul benessere del paziente. La coercizione è traumatizzante e perciò non porta al benessere. Fiducia e contatto sono necessari per la cooperazione tra i pazienti ed altri interessati alla ricerca di una soluzione, che aiuti a migliorare le loro condizioni personali e sociali, cioè il loro benessere.

Discriminazione è fare leggi, norme e sistemi separati per gli utenti psichiatrici e usarli per escluderli dai diritti fondamentali, come l'autodeterminazione, l'integrità e il diritto di scegliere.
La Special Rappeurteur della Nazioni Unite, Dhr Manfred Nowak, dice che la psichiatrizzazione coercitiva va contro la nuova Convenzione delle Nazioni Unite (CRPD) e che il trattamento obbligatorio in tantissimi casi può essere classificato come tortura (vedi OHCHR).
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Liberamente tratto da: http://www.mindrights.nl/

Gruppo culturale "IL CAPPELLAIO MATTO"
Per contatti: madpride@libero.it
Cell: 340 3438355

Contro le celle di isolamento, la contenzione e la coercizione in psichiatria!

Associazione di Promozione Sociale "Il Cappellaio Matto".

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