28 novembre 2011

Le "cure" spicchiatriche

A) Descrizione dei reali "cambiamenti", di Judy Chamberlin. B) Testimonianza di Natale Adornetto. C) Disamina di Giorgio Antonucci (video).

"In diversi periodi storici, i «matti» sono stati banditi, frustrati, o rinchiusi in cantine e soffitte. Nell'Europa del diciassettesimo secolo, si prese a confinarli in grandi istituzioni, non tanto per curarli, quanto per rimuoverli dalla società. È solo negli ultimi duecento anni che si è ritenuto che I'incarcerazione dei malati di mente fosse una forma di trattamento. Quelle istituzioni che erano esistite per confinare i malati, vennero trasformate in ospedali che offrivano cure: non grazie a dei cambiamenti nelle istituzioni, ma a un cambiamento di nome. I reclusi divennero pazienti, i direttori diventarono dei sovrintendenti medici ed i vari metodi per imporre la disciplina (bagni freddi, confinamento solitario, e le camicie di forza) divennero forme di trattamento medico. Questi atteggiamenti nei confronti della malattia mentale non sono solo parte del passato". Judy Chamerlin - Da noi stessi

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"Dopo quello che era stato a tutti gli effetti un sequestro di persona e anche qualcosa di più, Natale riassaporò la libertà. O meglio, egli credette di poterla riassaporare. Da subito si accorse che era rigido, bloccato, che non riusciva a parlare bene, che non riusciva a farsi la barba, che non poteva scrivere, che faceva fatica ed era impedito nei movimenti, che camminava quasi a scatti, lentamente e senza riuscire a coordinare bene la deambulazione. Guardandosi allo specchio, notò che aveva il viso gonfio e ammaccato come se lo avessero preso a pugni in faccia e che era così abbruttito da non sembrare più lui. Un’ansia parossistica, insostenibile e continua nacque in lui e lo faceva smaniare senza pace nella inutile ricerca di qualcosa che potesse fargliela passare. A volte gli tremavano le mani come coloro che sono affetti dal morbo di Parkinson. Aveva dei piccoli e brevi scatti alle gambe come coloro che soffrono di epilessia. E si accorse che i sentimenti e le sensazioni che aveva da sempre provato non esistevano più in lui. Inoltre, Natale, che durante la sua vita non aveva mai avuto neanche un leggero o lieve mal di testa, cominciò ad avere spessissimo e per molte ore consecutive dei fortissimi, feroci, dolorosi e distruttivi mal di testa che gli durarono per mesi e mesi e che più di una volta lo misero in ginocchio gemente per il dolore. Si accorse infine che appena provava a ragionare anche su cose elementari uno stridore acuto, come quando si cerca di inserire una marcia senza premere la frizione, si formava nella sua testa. Si sentiva completamente a pezzi, si sentiva come se, peggio che se l’avessero bastonato a sangue in tutto il corpo". Natale Adornetto - Vengo dalla piccola valle


3 commenti:

  1. ...non occorre essere contro la psichiatria per dare diritti al "malato psichiatrico".

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  2. ...non scordiamo che è la psichiatria che nega i diritti alle persone trasformandole in "malati psichiatrici".

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  3. Personalmente non ho avuto e non ho un'esperienza negativa come paziente psichiatrica. Casomai mi vien da dire che è la società che non da spazio alle persone con disturbi mentali, gravi o meno che siano; la nostra società non dà e riconosce nulla a persone con disabilità. E' nell'introduzione e nel reintegro all'interno di essa che occorre lavorare; è la continuità assistenziale che manca o è poco presente.

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