Un esplicito bisogno economico e sociale, come quello della casa, viene considerato e trattato come un disturbo della mente. Tutto ciò prefigura il completo spostamento del disagio sociale, e in primo luogo abitativo, all’interno di problematiche psichiatriche. Spostare il problema, facendo passare una contraddizione sociale come una malattia organica o mentale serve a estendere il controllo e la possibilità di intervento. E’ evidentemente più funzionale etichettare un individuo come pazzo ed escluderlo, mascherando così la contraddizione, anziché affrontare i problemi reali di ognuno. Per il sistema dominante è stato da sempre più accettabile un “pazzo” rinchiuso in manicomio che l’evidenza della disfunzionalità del sistema stesso (Collettivo Antipsichiatrico Violetta Van Gogh).
Malika Yacout è una donna di origine marocchine ma con cittadinanza italiana da 15 anni. Malika, dopo essersi separata dal marito, aveva grosse difficoltà economiche ed era incinta di 5 mesi del suo nuovo compagno. Si rivolse ai servizi sociali, ma l'assistente sociale le prenotò una visita con lo psichiatra (???. Ma che "simpatica" l'assistente sociale).
Nel dicembre 2004 ci fu lo sfratto esecutivo, e Malika doveva lasciare la sua casa, nonostante dei certificati medici attestassero la sua impossibilità a muoversi. Malika non voleva andarsene, e allora l'assistente sociale suggerì un trattamento sanitario obbligatorio in psichiatria (sempre più "simpatica" l'assistente sociale).
Malika venne afferrata da 5 uomini, e, sbattuta giù, le vennero fatte 2 iniezioni di neurolettici (sostanze paralizzanti il cervello), neurolettici (Largactil e Farganesse) che si sa che possono procurare danni al feto [Questi farmaci possono alterare la crescita e lo sviluppo funzionale del feto, o avere effetti tossici sui tessuti fetali”(fonte OMS)].
E così la piccola Bouchram, la figlia di Malika, si ritrova con una malformazione cerebrale (encefalopatia), e per questa cosa, così come per il brutale trattamento riservato a Malika, tutto è stato archiviato più volte.
Cosa si dovrebbe dire sul fatto che una donna incinta di 5 mesi viene sopraffatta da 5 uomini (ben 5... sic...) e sedata per il fatto che non vuole lasciare la casa? Cosa dire su una bambina che è rimasta col cervello danneggiato a causa degli psicofarmaci iniettati alla madre? Che "doveva andare così", che è "giusto" così, che gli operatori e le operatrici hanno "agito bene" e secondo "scienza e coscienza", che hanno fatto "il loro dovere", che "nessuno/a ha colpe" perché la legge "prevede che"? Solo un operatore si è rifiutato di fare le iniezioni senza il consenso di Malika, ma hanno provveduto chiamando un'altra ambulanza.
Quello che ho fatto è un breve resoconto, e occorre leggere le pagine che segnalo per conoscere la vicenda in tutti i suoi particolari.
Il 12 novembre ci sarà un presidio a Firenze. Chi può, partecipi, poiché vicende come queste trascendono il singolo caso personale e coinvolgono tutte/i.
Con l'auspicio che ottengano giustizia, faccio i miei sentiti auguri a Bouchram e a Malika, che continueranno a trovarsi ad affrontare un grave male per tutta la vita. In bocca al lupo.
Natale Adornetto
- Quotidiano La Nazione (27/02/2005): Il Movimento denuncia: "Maltrattata una donna sotto sfratto". Ricovero coatto perché senza casa. Le hanno fatto un tso a psichiatria ("La donna ha assoluto bisogno di riposo e di tranquillità, rischia infatti di perdere il bambino. Ma a nulla è valso esibire il certificato ginecologico")
- Comunicato (01/04/2005 - Collettivo antipsichiatrico Violetta Van Gogh) sulla storia di Malika: Cosa c'entrano gli sfratti con gli usi e gli abusi psichiatrici?
- Comunicato dell' 11/10/2011 (Le donne del movimento di lotta per la casa di Firenze & Il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa), che riprende parte del 1° comunicato: La storia di Malika
- L'altra città (13/10/2011): Incinta, fu sedata a forza durante uno sfratto. La figlia nasce malata, ma per il Tribunale nessuno ha colpa
- Stamp Toscana (13/10/2011): Il caso di Malika Yakout andrà alla Corte Europea
- Stamp Toscana (26/10/2011) Vicenda Malika, la giovane non aveva disturbi psichiatrici
- Sabato 12 novembre alle 10:30 presidio Piazza San Firenze e a seguire conferenza stampa alle 11:30 (Le donne del movimento di lotta per la casa di Firenze & Il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa: La storia di Malika: non non archiviamo!!
Altre pagine:
- Femminismo a sud: Il caso di Malika: ti sfratto e ti faccio un Tso!
- Noi non siamo complici - Donne contro i CIE: Presidio per Malika, il 12 novembre a Firenze
- Senza Ragione: 12 novembre Firenze: presidio per Malika
- Probation: NON accidentale
0 commenti:
Posta un commento