31 gennaio 2011

Psichiatria, ossimori e il contrario di essi

Ossimoro: figura retorica consistente nel porre vicino due parole di significato opposto e spesso inconciliabile.

Psichiatria democratica

Psichiatria sociale

Psichiatria antropologica

Terapia psichiatrica

Psichiatria olistica

Psichiatria dinamica

Psichiatria alternativa

Psichiatria umanistica

Il contrario di ossimoro, è ovviamente l'abbinamento idoneo.

Psichiatria penitenziaria

Psichiatria senile

Psichiatria domiciliare

Psichiatria infantile

Psichiatria criminale

Psichiatria manicomiale

http://en.arapacis.it/var/museicivici/storage/images/musei/museo_dell_ara_pacis/mostre_ed_eventi/mostre/opera_per_l_ara_pacis_mimmo_paladino_brian_eno/galleria_di_immagini/c_ferdinando_scianna_magnum_contrasto__2/112345-1-ita-IT/c_ferdinando_scianna_magnum_contrasto_sqlarge.jpg

30 gennaio 2011

L'assurda morte in una comunità di Stefano Biondo, 21 anni, disabile


Circa un'ora fa, scorrendo la mia pagina home su facebook, leggo una notizia contenuta in un video linkato da una delle mie amicizie, e rimango basito e costernato.
Stefano Biondo, un ragazzo di 21 anni, disabile psichico per autismo, muore in una comunità... in questo modo...

[...]
alle 18,00 arriviamo in comunità dove ci ritroviamo davanti la scena agghiacciante di mio fratello buttato a terra legato con un cavo elettrico con un aspetto allarmante, chiedo subito la condizione e l’infermiere mi dice di non preoccuparmi perché stava così perché gli aveva dovuto fare una dose da 100, ma io che ho frequentato un corso di primo soccorso, ho sentito il polso di Stefano assente. Ho iniziato ad agitarmi e mi sentivo dire “perché sta facendo così” poi non sentendo nemmeno il polso carotideo ho iniziato a praticargli la respirazione bocca bocca e il massaggio cardiaco. Lo pseudo infermiere allora chiede il misura pressione, per constatare che non c’era pressione sanguigna, e mi dice di aver chiamato il 118, il genio non ha comunicato durante la telefonata codice rosso, l’arresto cardiorespiratorio, quindi dopo mezz’ora giunge un’ambulanza con due semplici soccorritori, anziché quella della rianimazione con defibrillatore. Abbiamo richiesto un medico legale di parte, dopodomani ci sarà l’autopsia [...] (La tragedia di Stefano raccontata dalla sorella - BlogSicilia - 29/01/2011).

[...] Al dolore dei familiari, abbandonati a un pianto ininterrotto per la durata della funzione religiosa, si è aggiunta la rabbia e l’incredulità della gente del quartiere che questo pomeriggio ha gremito la cripta sottostante il tempietto ottagonale di piazza Santa Lucia. Un lungo applauso ha salutato l’uscita della bara bianca mentre dal tempio veniva trasportata in spalla verso il carro funebre. “Scoppiava di salute – hanno commentato alcuni presenti -, l’abbiamo visto crescere qui, nelle nostre strade, in questa piazza. E' assurdo quello che è successo!” [...] (Una tragedia che ha scosso le coscienze - Giornale di Siracusa - 29/01/2011).

[...] Una morte che grida giustizia quella del giovane Stefano, di 21 anni, disabile psichico rifiutato dalle comunità terapeutiche siracusane per colpa delle sue crisi [...] “Da due anni e mezzo – racconta Rossana – mio fratello era ricoverato in psichiatria a Siracusa perché non lo volevano in nessuna delle comunità terapeutiche. Ma adesso un posto dove non darà fastidio lo hanno trovato: una bara”. Fastidio, intralcio, ostacolo [...] Conforti e aiuti non sono mai abbastanza per queste persone eppure c’è chi opera tagli sui servizi sociali e, in genere, all'assistenza su tutte le forme di disabilità preferendo mantenere coperture finanziarie su ambiti di maggiore visibilità [...] E’ la scuola il primo livello di contatto, e forse l’unico realmente concreto, che questi ragazzi frequentano prima di essere abbandonati ad un’irrevocabile emarginazione. Dopo c’è il nulla, ai problemi dell’adolescenza si sommano quella della sindrome avviando i malati ad una vita a colpi di sedativi che annulla gli eventuali benefici ottenuti con l’integrazione scolastica [...] ("Era un angelo sfortunato e incompreso" - Giornale di Siracusa - 27/01/2011).

Ancora oggi si uccidono “I Diversi”. La Giornata della Memoria della Shoah dove "I diversi" venivano rinchiusi e infine uccisi solo per il fatto di essere nati differenti. Gli stermini non vanno dimenticati perché ogni essere vivente ha egual diritto di vivere la propria vita e una persona non può credere di avere il diritto di plasmare le vite altrui. (Rossana La Monica, sorella di Roberto).

Proprio in questi ultimi giorni è andato in onda 2 volte su La7 lo spettacolo "Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute", di Marco Paolini, ove egli descrive l'Aktion T4, il programma nazista di sterilizzazione e soppressione dei disabili. Non voglio dire che oggi certe cose sono finalizzate alla soppressione, però pare che ci sia la stessa visione e la stessa noncuranza di un tempo nei confronti di determinate persone. Penso che un pensiero e un approccio diverso avrebbero fatto restare in vita Stefano, mentre non è più fra noi, e ciò rattrista. Quante volte ancora dobbiamo ritrovarci a dire che non accada mai più?


29 gennaio 2011

“Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute”


"Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute" è uno spettacolo andato in onda su La7 lo scorso 26 gennaio, e stasera, 29 gennaio, visto il successo ottenuto da Marco Paolini col suo spettacolo, verrà nuovamente trasmesso su La7 alle 21,30.
In questa pagina il video di quasi 3 minuti "Le cose a volte durano anche dopo di noi, e parlano di noi...", tratto da Ausmerzen. In quest'altra la versione integrale di "Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute".

Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute”. La storia di una nazione che, ragionando come un corpo, vuole ripulirsi il sangue. Cioè liberarsi dei “mangiatori inutili” che pesano sulle “persone sane di valore”. E perciò si affida all’eugenetica per selezionare fin dalla culla i disabili, prima accontentandosi di sterilizzarli e poi eliminandoli come scorie umane. Con la collaborazione attiva dei medici di famiglia, delle ostetriche, degli psichiatri. Siamo sicuri che questa vicenda ignobile, questa memoria rubata perché ancor oggi imbarazzante, riguardi solo la Germania nazista? (Gad Lerner - Ausmerzen: Paolini e la memoria rubata).

Ausmerzen punta a riportare l'attenzione del largo pubblico su una storia tanto dolorosa quanto rapidamente consegnata all'oblio: quella degli esperimenti di eugenetica che i nazisti condussero ai danni di malati psichici e portatori di handicap fra il 1934 e il ‘45 [...] Ausmerzen è il verbo tedesco che indica lo "sradicare" e se lo pensiamo riferito a degli esseri umani già possiamo percepirne l'intrinseca violenza. (Enzo Fragassi - Marco Paolini in TV con Ausmerzen).

L'Aktion T4 fu il programma nazista di eugenetica che prevedeva la soppressione o la sterilizzazione di persone affette da malattie genetiche, inguaribili o da più o meno gravi malformazioni fisiche, al fine di evitarne la trasmissione, attraverso l'ereditarietà del patrimonio genetico, alle generazioni future. Si stima che l'attuazione del programma T4 abbia portato all'uccisione di un totale di persone compreso tra le 60.000 e le 100.000. Per quanto concerne la sola terza fase dell'aktion T4, i medici incaricati di portare avanti l'operazione decisero di uccidere il 20% dei disabili presenti negli istituti di cura, per un totale di circa 70.000 vittime. Ad ogni modo l'uccisione di disabili proseguì anche oltre la fine ufficiale dell'operazione, portando quindi il totale delle vittime ad una cifra che si stima intorno alle 200.000 unità. (Wikipedia - Aktion T4).

Emmi G. di fronte Emmi G. di profilo
Emmi G. di soli 16 anni fu una delle 70.000 vittime del programma "T4". Giudicata "schizofrenica" venne sterilizzata. Successivamente fu inviata a Meseritz-Obrawalde dove venne uccisa il 7 dicembre 1942 con una overdose di tranquillanti. (L'Aktion T4: il progetto di eutanasia nazista).

Ausmerzen tratta di orrori del passato. Ma certi orrori riguardano anche il presente, non solo il passato, e sull'attualità di determinate pratiche, trascrivo l'eccellente giudizio espresso da Giorgio Antonucci su Ausmerzen. Le sue esplicative ed incisive parole dovrebbero far riflettere tutte le persone.

"Ausmerzen" è uno spettacolo efficace, Marco Paolini è stato molto bravo, non solo dal punto di vista artistico. Ha detto bene delle cose giuste, ha testimoniato avvenimenti importanti e tragici, ma ho avuto l'impressione che Paolini abbia compreso la questione dello sterminio dei degenti degli ospedali psichiatrici nazisti molto meglio di quelli che hanno partecipato al dibattito successivo. Anzi ha sicuramente capito di più, perchè si è immedesimato nelle vittime.
Purtroppo, il dibattito non ha tirato le conclusioni di quanto raccontato da Paolini, anzi è caduto per l'ennesima volta nel tranello del "c'era una volta", del racconto di un mondo che non esisterebbe più. Invece non è così, gli esempi sono sotto i nostri occhi, basta guardarli. Le persone muoiono ancora stretti alle camicie di forza. Lo spettacolo era in diretta dall'ex ospedale psichiatrico Paolo Pini e il Niguarda, dove si muore ancora legati ad un letto di contenzione, non era lontano.
Nel corso del dibattito ho sentito dire che l'Italia è un paese all'avanguardia grazie alla Legge Basaglia, ma la realtà è molto diversa. I manicomi esistono ancora, anche se vengono chiamati in altro modo, ed esistono ancora perchè la legge Basaglia non ha cambiato le cose come si sperava, perchè si è lasciato il diritto agli psichiatri di prendere una persona contro la sua volontà e di imporre la camicia di forza o altri mezzi di contenzione. Si è lasciata in vita la sottocultura e la pseudoscienza che sta dietro ai manicomi.
C'è un legame non solo storico tra psichiatria e razzismo, perchè entrambi qualificano alcune persone come incapaci di scegliere e incapaci di pensare. Entrambi, quindi, creano i "sottouomini" che il nazismo ha poi voluto eliminare. Il dibattito avrebbe potuto approfondire questo tema, lo spettacolo di Paolini ne aveva fornito la possibilità, ma non è stato fatto. La mentalità che sta dietro ai manicomi è la stessa che sta dietro ai campi di concentramento, ma si è preferito parlare di tutto al passato come se il problema non ci riguardasse più. Ancora una volta non è stato valutato uno dei problemi centrali, quello del potere. Per fare un esempio, l'avvocato di ufficio di Gaetano Bresci, l'anarchico che ha ucciso il Re d'Italia Umberto I, sostenne che il suo cliente era folle. Fu smentito dallo stesso imputato che rivendicò politicamente il suo gesto. Nessuno, però, sollevò la questione della salute mentale del generale Bava Beccaris che sparò con i cannoni sulla folla di manifestanti uccidendo 80 persone. Anzi, il re Umberto I gratificò Bava Beccaris della Gran Croce dell'Ordine Militare di Savoia. E fu proprio per vendicare le vittime della manifestazione che Gaetano Bresci decise di uccidere il Re d'Italia. Chiedo, perchè si poteva pensare che Bresci fosse folle ma non Bava Beccaris?
Non esistono persone che non sono in grado di scegliere, persone che non si possono capire. Io ho incontrato i degenti degli ospedali psichiatrici per trent'anni e li ho sempre capiti. Comprendere l'altro può essere facile o difficile. Per esempio, se si parla con una persona che proviene dal Bangladesh e parla la sua lingua non lo si capisce, ma non è lui che non è capace di comunicare, non è lui che non sa cosa sta dicendo, sono io che non capisco. Si può sempre capire l'altro, esiste sempre un punto di riferimento pratico su cui mettersi d'accordo e instaurare una relazione. Se non si capisce l'interlocutore occorre cercare un traduttore, non lo si interna.
("Ausmerzen": un ottimo spettacolo e un pessimo dibattito, di Giorgio Antonucci).

25 gennaio 2011

Confessioni depositate all'interno di una bella conchiglia


Per esprimere, esternare e comunicare dei miei pensieri e dei miei vissuti, oggi mi avvalgo anche di una canzone.

Nel contempo, cerco di “prendere due piccioni con una fava”. Una mia amica, quando ha letto di miei “lamenti”, mi ha a volte detto dispiaciuta di non “tormentarmi”. Ciò che dirò è quindi anche una “risposta” alla mia amica. Ma pure a tante altre persone. Quando scrivo determinate cose, non è per tormentarmi. E quantunque fosse un tormento, non lo faccio di certo perché “mi piace”. Diciamo che scelgo il male minore, nel senso che per evitare che la pressione interiore divenga troppo insostenibile, faccio fuoriuscire, magari sentendo sofferenza, ciò che ho dentro, e così in parte e temporaneamente ne resto alleviato. Il punto è che quando si attraversano certe esperienze, purtroppo non ci si può liberare dai segni che irrimediabilmente rimangono e dagli effetti che questi producono. Ad esempio, se una persona ha avuto un infarto, può anche non pensarci, ma il dolore rimane e tante cose non potrà farle mai più.

Io sono stato psichiatrizzato, ho subito ben 8 TSO, e già dal primo TSO (giugno 1996) i danni e i traumi sono stati grandissimi e invalidanti. Non serve a niente dire di “non pensarci” e di andare avanti come prima. Anche volendo, non posso, così come non può camminare la persona a cui sono state amputate le gambe. Quello che vorrei che tutte le persone capissero, è che la base minima e indispensabile per poter costruire un rapporto con una persona che ha attraversato specifiche esperienze, è l'accettazione “incondizionata” di ciò che è il suo vissuto e le sue possibilità conseguenti a quello che le hanno inflitto. Ciò non per affossarsi su quelle cose e per ritornarci sempre ma per stabilirle una volta per tutte e non tornarci più, andare avanti, usare quella accettazione come base e punto di partenza per costruire il rapporto. Immaginatevi se ad una persona senza gambe le si dica sempre di provare a camminare. Le persone che facessero ciò, che relazione potrebbero costruire con la persona senza gambe? La relazione non avanzerebbe di un sol millimetro, e la persona senza gambe lo capisce da subito. Partiamo dal fatto che quella persona non può camminare, e usiamo ciò come base per vedere tutto l'altro che si può fare.

Quando io torno su certe cose, non è per piangermi addosso, non è per farmi commiserare, non è perché cerco chi mi consoli. È sia per scaricare e sia per far capire ed indicare quale approccio sia possibile, qual è la strada da percorrere, qual è la chiave d'ingresso. Se si sminuisce o non si tiene in considerazione ciò che una persona ha subito, come l'ha vissuto e come lo vive, si inficia in partenza il rapporto, e via via questo ne rimane sempre più inficiato.

Tornando a ciò che intendo dire alla mia amica, mi avvalgo di queste parole di Edgar Lee Masters:

È assai lodato l'atto del ragazzo spartano, che si nascose il lupo sotto il mantello, lasciandosi divorare senza lamentarsi. È più coraggioso, io penso, strapparsi il lupo dal corpo e lottare con lui all'aperto, magari per strada, tra polvere e ululi di dolore. La lingua è magari un membro indisciplinato ma il silenzio avvelena l'anima. Mi biasimi chi vuole: io sono contento”.

Vi lascio ora alla canzone “Ci ni voli tempu” (Ce ne vuole tempo), del mio concittadino catanese Vincenzo Spampinato.


http://digilander.libero.it/great.star/Foto%20inserite/conchiglie1.jpg


23 gennaio 2011

Disegno per Francesco Mastrogiovanni

Francesco Mastrogiovanni veniva chiamato dai suoi alunni "Il maestro più alto del mondo".

22 gennaio 2011

Sulla follia, tra Jimi Hendrix, Hamlet, Kierkgaard, Pirandello, Pol Pot e Wagener


Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica di tutte le vostre costruzioni. (L. Pirandello, Enrico IV)

Basta che lei si metta a gridare in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza! (L. Pirandello, Il berretto a sonagli)

Chi vive senza follia non è così saggio come crede. (François de La Rochefoucauld)

Dire che nessuno è pazzo e dire che siamo tutti pazzi è la stessa identica cosa. I ricchi esistono soltanto perché ci sono i poveri. Se non ci fossero i poveri, i ricchi rispetto a cosa sarebbero ricchi? Viene dunque creata la povertà, in modo che ci siano ricchi e poveri. Allo stesso modo, se nessuno è pazzo, non potrebbero esistere i sani di mente. Difatti, questi ultimi, rispetto a chi sarebbero sani di mente? Non esisterebbe neppure come concetto il sano di mente. Ugual discorso se tutti fossimo pazzi. Una divisione però doveva esser fatta, e allora è stata inventata la categoria dei pazzi, dei malati di mente, cosicché potevano esserci i sani di mente. En passant, dico questa. Certo che chi basa la sua sanità mentale in "contrapposizione" al fatto che vi sono persone che vengono proclamate malate di mente, dev'essere persona piuttosto insicura. Ma, come per i ricchi e i poveri, c'è la classificazione in sani e malati. E non c'è tanto bisogno di dire che i "ricchi" si sentono e sono considerati migliori dei "poveri", più capaci, più riusciti, più di tutto dei "poveri". Restando pur vero il fatto che ci sono persone che si esprimono in modi incomprensibili per il loro prossimo e persone che ogni tanto o spesso "danno i numeri" o sbarellano di brutto, tutte le persone siamo uguali, non esistono i sani di mente e i malati di mente, queste sono categorizzazioni fittizie, artefizi perversi e diabolici. Non esistono pazzi. "Diviene" pazzo chi viene proclamato e/o considerato e/o trattato come tale. Per la gioia, la soddisfazione e l'appagamento di una grande percentuale di sani di mente.

Sotto, il video Sulla follia, tra Jimi Hendrix, Hamlet, Kierkgaard, Pirandello, Pol Pot e Wagener!!!



20 gennaio 2011

OPG, Ospedali Psichiatrici Giudiziari


"Negli OPG italiani attualmente risiedono circa 1200 detenuti, la maggior parte di loro si è macchiata di reati lievi o banali. Non ci sono stupratori né serial killer negli OPG italiani. Si tratta in genere di malati psichiatrici che hanno commesso dei piccoli reati in casa, a danno dei loro familiari, e che finiscono nella spirale di una detenzione continuamente prorogata e rinnovata da parte dei giudici di sorveglianza. Per quello che hanno commesso non sono riammessi in casa, perché rifiutati dai loro familiari, e non essendoci delle strutture sociale di accoglienza finirebbero in mezzo ad una strada: troppo a rischio di recidiva di un reato per perdere quindi la posizione di persone socialmente pericolose."


"Possiamo concludere con l’affermare che se un automobilista un po’ irascibile prende a male parole un vigile urbano, è probabile che se la cavi con una multa o con una leggera condanna con la condizionale. Ma se gli stessi epiteti, allo stesso vigile, sono pronunciati da una persona con qualche disturbo psichico, quel banale incidente verrà pagato con mesi di manicomio criminale".

Il brano è un estratto di un interessante articolo ove vengono trattate, fra le altre cose, le norme del Codice Penale che regolano gli OPG. L'articolo è dell'aprile 2005 (ed è stato scritto da uno psichiatra...) ma vi consiglio di leggerlo tutto, anche perché da allora, che io sappia, non sono cambiate le normative e la legislazione vigente in materia.

O.P.G. (Ospedali Psichiatrici Giudiziari)



P.S. Per altre notizie sugli OPG: Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG), ovvero, il manicomio criminale

09 gennaio 2011

Prima bozza di Manifesto contro il Progetto di Legge Ciccioli e altri

Premessa alla prima bozza di Manifesto contro il Progetto di legge Ciccioli e altri

Di seguito, c'è la prima bozza di Manifesto per la Manifestazione Pubblica contro il Progetto di legge Ciccioli e altri. In esso vi ho messo delle informazioni relative alla Legge 180/833 e sul TSO poiché non tutte le persone sanno di cosa si parla. Essendo che, oltre ad essere diffuso su internet, si faranno dei volantini del Manifesto, alle persone che leggeranno occorre dare tutte le informazioni pertinenti. In questa prima bozza ho riportato dei brani che ho scritto in un mio post, poiché li ritengo adatti allo scopo. Il Manifesto ovviamente potrà essere modificato. Credo che lo si possa fare in maniera più stringata, ma la condizione irrinunciabile è che deve essere esauriente e che deve contenere tutte le informazioni atte a far comprendere sia l'attuale situazione che quella che si prospetta. Il prossimo 11 gennaio, a Roma, ci sarà una riunione del Consiglio Direttivo del Telefono Viola, e all'Ordine del giorno vi è prevista pure una prima preparazione per la manifestazione pubblica e del manifesto contro la proposta di legge Ciccioli. Auspico che questa mia prima bozza di Manifesto e ciò che verrà deciso l'11 gennaio, siano nell'insieme il primo di una serie di passi che ci porterà ad una partecipata manifestazione (aperta ad altre associazioni, gruppi, ecc.) e ad una adeguata opera di informazione da far giungere al più grande numero possibile di persone.

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Prima bozza di Manifesto per la manifestazione pubblica contro il Progetto

di legge Ciccioli e altri (testo unificato) relativo alla modifica della Legge 180

La Legge che regolamenta l'operato della psichiatria, dal 1978 è la Legge 180, successivamente integrata nella Legge 833 dello stesso anno.

Già in passato vi erano state alcune proposte di modificare la succitata Legge, ma dopo l'ultima ascesa del Governo Berlusconi (2008) vi è stata un'accelerazione in tal senso: ben 5 DDL (Disegni Di Legge) presentati in poco meno di un anno. Il più preoccupante di questi DDL, è quello presentato dal deputato Carlo Ciccioli. Ciò, sia per i contenuti del DDL, sia perché Ciccioli è molto agguerrito e determinato, e, non da ultimo, perché Ciccioli prima che deputato, è uno psichiatra.

Dal luglio del 2010 c'è un Progetto di Legge che viene saltuariamente discusso da un Comitato ristretto della Commissione XII Affari Sociali della Camera. Il Progetto di Legge è a testo unificato e il relatore è Carlo Ciccioli.

La Legge 180 fu promulgata con l'intento della chiusura dei manicomi, strutture disumanizzanti che rendevano come vegetali le persone ivi recluse. Accennando brevemente che le intenzioni rimasero ampiamente disattese e che fino al 2005 vi erano vecchi manicomi ancora funzionanti, una delle conseguenze della 180 fu che si crearono tantissimi micro manicomi che sostituirono i vecchi e più grandi manicomi. Le persone dovevano essere liberate, ma così non fu. Inoltre, nella Legge 180/833, è previsto il TSO, il Trattamento Sanitario Obbligatorio. Il TSO viene fatto nei reparti di psichiatria degli ospedali, nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC), ed ha una durata di 7 giorni (rinnovabili). La Legge 180/833 mantenne quindi le coercizioni e le costrizioni. Qualsiasi persona può essere sottoposta a TSO, per cui è rimasta peregrina la frase “Liberi tutti”. Per altro, il TSO dovrebbe essere fatto solo in casi eccezionali e rispettando l'integrità della persona, mentre la realtà quotidiana dimostra qualcosa che si colloca agli antipodi di ciò. Inoltre, la minaccia di TSO viene spesso fatta alle persone che vogliono liberarsi dagli psicofarmaci e dalla psichiatria. Il TSO è quindi anche un potente strumento di ricatto.

Le principali modifiche che il Progetto di Legge 2065 a testo unificato vorrebbe apportare alla Legge 180/833, sono le seguenti. Il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO), da Obbligatorio diviene "Necessario": viene usata un'astuzia terminologica per far apparire necessario ciò che in realtà è obbligatorio. Quindi, non più TSO ma TSN. Inoltre, dai 7 giorni del TSO, si passerebbe ai 21 giorni (rinnovabili) del TSN. C'è poi il TSNEP, il Trattamento Sanitario Necessario Extraospedaliero Prolungato, della durata di 6 mesi, e rinnovabile di 6 mesi a 6 mesi ad oltranza: nel concreto, si vuole far rinchiudere a vita un maggior numero di persone e far nascere un numero abnorme di nuovi manicomi che si aggiungerebbero ai migliaia già esistenti, si vuole privatizzare la psichiatria, si vuol aumentare il business e il badget sulla pelle di migliaia e migliaia e migliaia di esseri umani.

Nel testo unificato, rimane presente il contratto terapeutico vincolante (il "contratto di Ulisse"), un contratto che sostituisce il TSNEP, ove la persona si impegna a seguire il piano terapeutico, contratto che rimane vincolante anche se la persona successivamente cambia idea (Vedere, a tal proposito, “Contratto di Ulisse o tela di Penelope?”).

Il tutto è inaccettabile, e urge una risposta forte e decisa. In un periodo ove ancora si continuano ad effettuare tagli in più campi (compreso quello della sanità), si insiste ad oltranza per far sì che vengano riversati fiumi di denaro nelle tasche dei privati. È il punto più obbrobrioso è che questi soldi verrebbero elargiti per rinchiudere le persone, per privarle della loro libertà e della loro vita e per ridurle nello stato in cui erano ridotte in passato le persone rinchiuse nei manicomi.

È d'uopo attivarci e mobilitarci tutte/i, e il prima possibile. Non possiamo stare fermi mentre c'è chi si dà da fare per far nascere una realtà manicomiale peggiore di quella esistente nel passato, non dobbiamo aspettare che il Progetto di Legge, magari in sordina, venga approvato e promulgato come Legge. Se ciò avvenisse, le conseguenze sarebbero apocalittiche.

Mi ritrovo, ci ritroviamo e ci ritroveremo in una situazione a dir poco "contraddittoria". A me e a tantissime altre persone l'attuale legge psichiatrica, la cosiddetta legge Basaglia, piace poco. Basta dire che vi è previsto l'uso e la violenza del TSO e delle coercizioni e che ciò che di buono vi è contenuto in essa (dicitura inerente il rispetto dei diritti e della dignità della persona), non viene per niente preso in considerazione nella pratica concreta, reale e quotidiana degli addetti ai lavori. "Noi" ci battiamo per l'abolizione delle coercizioni e del TSO, mentre ci ritroviamo, causa "forza maggiore" e nostro malgrado, a "difendere" la legge che sancisce il TSO e le costrizioni. E, indirettamente, anche a "difendere" le violenze e le illibertà che, essendo contenute e implicite in questa legge, inevitabilmente e consequenzialmente derivano e scaturiscono da essa. Ci ritroviamo costretti a scegliere il meno peggio. L'attuale legge non va cambiata con quella proposta per non far peggiorare le già pessime condizioni nelle quali si ritrovano le persone psichiatrizzate e brutalizzate dalla psichiatria, ma la legge cosiddetta Basaglia non è una buona legge, e noi continueremo a batterci anche contro gli elementi negativi di essa.

Natale Adornetto

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