30 dicembre 2011

Sono una meraviglia - Autotributo indiretto e differito

La fenice, spesso nota anche con l'epiteto di Araba fenice, era un uccello mitologico noto per il fatto di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte. Gli antichi egizi furono i primi a parlare del Bennu, che poi nelle leggende greche divenne la fenice. Uccello sacro favoloso, aveva l'aspetto di un'aquila reale e il piumaggio dal colore splendido, il collo color d'oro, rosse le piume del corpo e azzurra la coda con penne rosee, ali in parte d'oro e in parte di porpora, un lungo becco affusolato, lunghe zampe, due lunghe piume — una rosa ed una azzurra — che le scivolano morbidamente giù dal capo (o erette sulla sommità del capo) e tre lunghe piume che pendono dalla coda piumata — una rosea, una azzurra e una color rosso-fuoco —. (Da Wikipedia).

 
- Alcuni miei amici, anche se sono molto lucidi e hanno capito di essere stati incastrati dalla psichiatria, alla fine non sanno come fare a uscirne.
- Van Gogh si è sparato, perché non sapeva come uscirne fuori. Non che Van Gogh avesse bisogno di più intelligenza.
- Anche Antonin Artaud è morto in seguito alla psichiatrizzazione, ma erano forse tempi diversi...
- Non erano tanto diversi, anzi, sotto certi aspetti era meglio di ora, perché ora la psichiatria è molto più diramata, arricchita di concetti di psicologia, è più facile di allora andare in manicomio ora. Van Gogh si è sparato perché gli avevano tolto tutto, l'autonomia, la fiducia in se stesso, l'indipendenza, l'avevano squalificato. Così si è sparato. Non c'è da meravigliarsi se le persone non sanno come uscirne fuori. Meraviglia chi ne esce fuori e deve andare incontro al fatto di essere considerato diversamente. 
Tratto da Conversazione con Giorgio Antonucci (a cura di Erveda Sansi) - Critical Book. I quaderni dei saperi critici.

Mentre osserva ancora il mare, dalla sua memoria dei ricordi visivi iniziano a formarsi come immagini davanti ai suoi occhi. Vede un bambino che viveva in paradiso e vede un uomo incatenato sulla prometeica roccia; vede un lupetto spensierato e festoso e vede un lupo braccato e feroce; vede un uomo attorniato dall’affetto e dal calore umano e vede un uomo gelarsi nell’esilio; vede un giovane correre a mille all’ora e vede un uomo che non riesce a reggersi nemmeno con le stampelle; vede le spighe di grano che stanno giungendo a piena fioritura e vede la grandine distruggere tutto il raccolto; vede un uomo che non torce un capello a nessuno e vede un uomo urlare in silenzio il suo sordo dolore per le decine e decine di volte che è stato pugnalato alle spalle; vede un uomo nel dolce tepore della sua casa e vede un uomo con solamente un paio di mutande addosso che vaga tra le agghiaccianti bufere del polo nord; vede un uomo perorare con intenso trasporto la non-violenza e vede un uomo pestato a sangue e con tutte le ossa maciullate; vede un uomo colmo di disperazione che volontariamente va in letargo e si chiude a riccio per evitare che oltre alla perla venga frantumato anche il granellino di sabbia e vede l’uomo in letargo smaniare, affaccendarsi e affannarsi parossisticamente per far sì che il granellino diventi nuovamente una perla; vede un uomo diventare trasparente quando viene illuminato dalla Luce e vede una Pantera Nera che implacabile si aggira guardinga, silenziosa, inesorabile e spietata nella buia ed amica Notte; vede un pellerossa giocare agli indiani e vede la sua squaw che dolcemente gli poggia la testa sul petto mentre lui le accarezza in modo quasi impercettibile i capelli; vede una donna piangere e la vede andar via senza più voltarsi; vede un falco portasi fiero sul dorso una colomba e vede il falco struggersi e straziarsi perché la colomba se n’è volata via impaurita; vede un uomo che ferito mortalmente al cuore va a nascondersi per leccarsi le ferite e vede un uomo rivestire il suo cuore con sei miliardi di mine anti-ominide; vede un uomo che letteralmente si sbriciola e vede un uomo risorgere dalle sue stesse ceneri; vede un uomo avvicinarsi pericolosamente a delle Cime Tempestose e lo vede ridiscendere per tornarsene nella Piccola Valle dopo aver osservato incredulo la gente che si accalca e si accapiglia per precipitarsi giù nel burrone; vede lo scatenarsi di un ciclone e vede la quiete dopo gli uragani; vede un piccolo anatroccolo e osserva il maestoso volo di uno splendido cigno.
Se ascolta molto ma molto attentamente forse riesce a udirne nuovamente il soave canto.

Buon Rinascimento a tutte/i.
Natale Adornetto