La fenice, spesso nota anche con l'epiteto di Araba fenice, era un uccello mitologico noto per il fatto di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte. Gli antichi egizi furono i primi a parlare del Bennu, che poi nelle leggende greche divenne la fenice. Uccello sacro favoloso, aveva l'aspetto di un'aquila reale e il piumaggio dal colore splendido, il collo color d'oro, rosse le
piume del corpo e azzurra la coda con penne rosee, ali in parte d'oro e
in parte di porpora, un lungo becco affusolato, lunghe zampe, due lunghe
piume — una rosa ed una azzurra — che le scivolano morbidamente giù dal
capo (o erette sulla sommità del capo) e tre lunghe piume che pendono
dalla coda piumata — una rosea, una azzurra e una color rosso-fuoco —. (Da Wikipedia).
- Alcuni miei amici, anche se sono molto lucidi e hanno capito di essere stati incastrati dalla psichiatria, alla fine non sanno come fare a uscirne.
- Alcuni miei amici, anche se sono molto lucidi e hanno capito di essere stati incastrati dalla psichiatria, alla fine non sanno come fare a uscirne.
- Van Gogh si è sparato, perché non sapeva come uscirne fuori. Non che Van Gogh avesse bisogno di più intelligenza.
- Anche Antonin Artaud è morto in seguito alla psichiatrizzazione, ma erano forse tempi diversi...
- Non erano tanto diversi, anzi, sotto certi aspetti era meglio di ora, perché ora la psichiatria è molto più diramata, arricchita di concetti di psicologia, è più facile di allora andare in manicomio ora. Van Gogh si è sparato perché gli avevano tolto tutto, l'autonomia, la fiducia in se stesso, l'indipendenza, l'avevano squalificato. Così si è sparato. Non c'è da meravigliarsi se le persone non sanno come uscirne fuori. Meraviglia chi ne esce fuori e deve andare incontro al fatto di essere considerato diversamente.
Tratto da Conversazione con Giorgio Antonucci (a cura di Erveda Sansi) - Critical Book. I quaderni dei saperi critici.
Mentre osserva
ancora il mare, dalla sua memoria dei ricordi visivi iniziano a
formarsi come immagini davanti ai suoi occhi. Vede un bambino che
viveva in paradiso e vede un uomo incatenato sulla prometeica roccia;
vede un lupetto spensierato e festoso e vede un lupo braccato e
feroce; vede un uomo attorniato dall’affetto e dal calore umano e
vede un uomo gelarsi nell’esilio; vede un giovane correre a mille
all’ora e vede un uomo che non riesce a reggersi nemmeno con le
stampelle; vede le spighe di grano che stanno giungendo a piena
fioritura e vede la grandine distruggere tutto il raccolto; vede un
uomo che non torce un capello a nessuno e vede un uomo urlare in
silenzio il suo sordo dolore per le decine e decine di volte che è
stato pugnalato alle spalle; vede un uomo nel dolce tepore della sua
casa e vede un uomo con solamente un paio di mutande addosso che vaga
tra le agghiaccianti bufere del polo nord; vede un uomo perorare con
intenso trasporto la non-violenza e vede un uomo pestato a sangue e
con tutte le ossa maciullate; vede un uomo colmo di disperazione che
volontariamente va in letargo e si chiude a riccio per evitare che
oltre alla perla venga frantumato anche il granellino di sabbia e
vede l’uomo in letargo smaniare, affaccendarsi e affannarsi
parossisticamente per far sì che il granellino diventi nuovamente
una perla; vede un uomo diventare trasparente quando viene illuminato
dalla Luce e vede una Pantera Nera che implacabile si aggira
guardinga, silenziosa, inesorabile e spietata nella buia ed amica
Notte; vede un pellerossa giocare agli indiani e vede la sua squaw
che dolcemente gli poggia la testa sul petto mentre lui le accarezza
in modo quasi impercettibile i capelli; vede una donna piangere e la
vede andar via senza più voltarsi; vede un falco portasi fiero sul
dorso una colomba e vede il falco struggersi e straziarsi perché la
colomba se n’è volata via impaurita; vede un uomo che ferito
mortalmente al cuore va a nascondersi per leccarsi le ferite e vede
un uomo rivestire il suo cuore con sei miliardi di mine anti-ominide;
vede un uomo che letteralmente si sbriciola e vede un uomo risorgere
dalle sue stesse ceneri; vede un uomo avvicinarsi pericolosamente a
delle Cime Tempestose e lo vede ridiscendere per tornarsene nella
Piccola Valle dopo aver osservato incredulo la gente che si accalca e
si accapiglia per precipitarsi giù nel burrone; vede lo scatenarsi
di un ciclone e vede la quiete dopo gli uragani; vede un piccolo
anatroccolo e osserva il maestoso volo di uno splendido cigno.
Se ascolta molto
ma molto attentamente forse riesce a udirne nuovamente il soave
canto.
Tratto da Vengo dalla piccola valle
Buon Rinascimento a tutte/i.
Natale Adornetto
