Questo blog - lo si sa e lo si capisce - l'ho creato per denunziare le violenze commesse dalla psichiatria. Però trovo consono fare un post su una tematica diversa, e credo che questa "licenza poetica" me la prenderò più spesso.
Ho da poco scoperto una canzone, una canzone veramente molto bella, un testo con dei pensieri che condivido e che coincidono coi miei, delle parole che non so quante volte ho detto, anche di recente.
La canzone è del 1965, e ciò che ancora (mi) stupisce è che nonostante determinate cose siano state proclamate tantissime volte, pare che tutto ciò non sia servito a niente.
"Noi" oggi pensiamo - romanticamente - che verranno tempi migliori, che certe cose cambieranno, che certi signori si fermeranno, che non andranno oltre... Ma questo lo pensavano milioni e milioni di persone negli anni '60, negli anni '70, negli anni '80, negli anni... E adesso lo pensiamo noi... e fra 10, 20, 50, 100 anni lo penseranno altre persone... e penseranno e diranno che tante cose son state già dette ma...
Mi (e vi) chiedo, cosa dobbiamo aspettare? L'inizio della fine è iniziato non so da quanti anni, e nessuno pare abbia intenzione di fermarsi prima della fine.
Vi lascio al video della canzone che ho visto su you tube (con sottotitoli in italiano). Chi vuole avere più informazioni riguardo la canzone e la sua storia, più sotto ci sono due link.
Natale Adornetto

ok, ho cambiato browser (invece di Google Chrome - che poi avrebbe dovuto essere meglio - sto usando Firefox)
RispondiEliminaciao ciao.