Documentazione, notizie e articoli antipsichiatrici inerenti l'operato psichiatrico. La psichiatra rende senza futuro le persone che psichiatrizza. Sta alle persone psichiatrizzate crearsi un futuro, riprendendosi la propria persona e la propria vita - Dottor Natale Adornetto, psicologo libero professionista

26 aprile 2013

Testimonianza n° 1 di una persona psichiatrizzata

Testimonianza n° 1 di una persona che ha subito 8 Trattamenti Sanitari Obbligatori e che tutte le volte è stata legata al letto all'incirca per 24 ore consecutive. Le testimonianze sono tratte da un libro non più edito.

Descrizione della cattura (fine giugno 1996) e delle sensazioni provate.
(N.B. La foto ha valore simbolico. Di fatto, la persona viene portata via tenuta per le braccia).

Appena vidi entrare i poliziotti e gli infermieri mi barricai nella mia stanza, e diecimila pensieri passarono per la mia mente – l’elettrochoc, i nervi recisi attraverso la cavità orbitale degli occhi, le operazioni chirurgiche come quella del film “Il pianeta delle scimmie”, la fine che aveva fatto (ridotto a demente) il protagonista del film sulla psichiatria sopraffattoria e folle “Qualcuno volò sul nido del cuculo”.
I poliziotti parecchie volte mi dissero di aprire la porta perché dovevano parlarmi, ed io rispondevo che non volevo parlare con loro e – dimenticandomi che Socrate con le sue parole aveva firmato la sua condanna a morte e che non si deve mai nominare la corda nella casa dell'impiccato – che quello che dovevano fare, era andare ad arrestare i criminali, se ne erano capaci.
Il mio vissuto in quel momento era quello di un uomo che credeva di non avere più scampo e che fosse giunta la fine. E la stanza che mi aveva visto nascere divenne la mia camera mortuaria.
Oltremodo, a me non erano mai piaciuti né i metodi della psichiatria né l’uso degli psicofarmaci, e molte volte avevo visto persone che dopo esser capitate nelle mani degli psichiatri, erano diventati tanti cadaveri ambulanti.
Così mentre tutti erano convinti di avere a che fare con uno estremamente aggressivo ed estremamente pericoloso, io ero solo in preda alla paura più grande.
Dopo parecchie ore dovetti uscire dalla stanza, e una volta fuori si misi, spinto dalla paura, a inveire contro i poliziotti e a dirgli che se ne dovevano andare. Poi mi calmai, e per circa una mezz’ora i poliziotti provarono a convincermi ad andare con loro, e io capii che non avrebbero desistito e che prima o poi m’avrebbero portato via, probabilmente, anzi, sicuramente con la forza. Ed io, come sempre, non volevo che nessuno mi mettesse le mani addosso. E da sempre pensavo che una delle torture più crudeli e più brutali è quella di legare una persona.
Erano le quattro del mattino. Uscito di casa vidi che c’era, per il pericoloso delinquente, qualche auto della polizia con i lampeggianti accesi, e salito sull’ambulanza vidi che c’erano quattro infermieri – non si sa mai, magari l’efferato assassino poteva, chissà, compiere una strage come il protagonista de “Il silenzio degli innocenti”.
---------------
Questo un episodio avvenuto qualche mese dopo

Una notte vengo svegliato da un forte rumore. Mi alzo di scatto dal letto pensando “Questa volta non mi prenderanno!”, e mi precipito fuori per darmi alla fuga. L’impatto con la gelida aria della notte mi fece rinsavire, e, dopo essermi reso conto di ciò che stavo facendo, passandomi la mano sulla fronte pensai “Come mi sono ridotto”. E ricordandomi di quando passando in auto con i miei vicino all’ospedale dove ero stato ricoverato, avevo detto loro terrorizzato “non mi portate di nuovo lì!”, capii che quella sarebbe rimasta una ferita sempre aperta, sanguinante e dolorante.
Mi misi a fumare una sigaretta dopo l’altra fino a quando mi ritrovai a sputare sangue, e poi mi sedetti e pensai: “Devo fare come quando da bambino mi sono spezzato il braccio. Devo resistere e aspettare che il tempo passi, e il dolore passerà, devo stringere sempre più i denti come sempre ho fatto, e continuare a camminare e aspettare che il tempo passi. Aspettare, e forse tutto passerà. Aspettare, e forse tutto tornerà ad essere come prima. Aspettare; e camminare. Camminare; e aspettare. Aspettare, stringere i denti e aspettare e camminare. Aspettare, devo solo aspettare. E camminare. Continuare a camminare”.


Nessun commento:

Posta un commento